Il Tirreno

Lucca

Porcari, scoperti in un deposito abiti e oggetti tolti dalle tombe

di Fabrizio Tonelli
Porcari, scoperti in un deposito abiti e oggetti tolti dalle tombe

Trovati 68 sacchi di plastica con i residui delle estumulazioni in un locale del cimitero comunale Denunciata dalla polizia provinciale una coop sociale di Firenze che gestisce il servizio funerario

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LUCCA. A fronte delle sole tre estumulazioni disposte nel corso del 2014 dall’Amministrazione comunale di Porcari, nel cimitero del paese, in un locale deposito, sono stati trovati 68 sacchi con i vestiti, le scarpe e gli altri oggetti seppelliti insieme alle salme al momento dei funerali. I conti non tornano e così la polizia provinciale ha denunciato una cooperativa sociale di Firenze per il reato di gestione di rifiuti non autorizzata.

Una denuncia arrivata alla conclusione di una prima parte dell’indagine che ha consentito di scoprire che, invece di smaltire i rifiuti cimiteriali (materiale a contatto con le salme, il cui smaltimento è oggetto di speciale normativa) che derivano dalle estumulazioni la cooperativa le stoccava all'interno di una stanza al cimitero di Porcari.

Le indagini sono partite da una serie di segnalazioni che indicavano un deposito anomalo di sacchi di rifiuti cimiteriali, stoccati in una stanza del cimitero porcarese.

Dall'attività investigativa svolta dagli agenti della polizia provinciale è emerso che la cooperativa sociale – che ha in appalto la gestione, tra gli altri, dei cimiteri di Lucca, Capannori, Porcari e Montecarlo –, all'insaputa delle amministrazioni appaltanti, a seguito delle estumulazioni disposte, invece di provvedere all'immediato smaltimento, depositavano a Porcari i sacchi dei rifiuti provenienti anche da altri comuni.

Si tratta di una vicenda che, al di là delle ipotesi di reato, va a toccare sensibilità e affetti particolari, come sono quelli che ci legano ai nostri cari scomparsi.

Poi c’è l’aspetto normativo, il rispetto delle regole, di quanto previsto dalle disposizioni di chi ha appaltato i servizi. A partire dalla Gesam, che gestisce i cimiteri del Comune di Lucca, quindi quello di S. Anna e quelli di tutte le frazioni. Nel capitolato d’appalto (il servizio è stato affidato a quella coop a primavera, dopo che la stessa aveva praticato un ribasso di oltre il 21%) Gesam scrive che i rifiuti cimiteriali, residui provenienti dalle attività cimiteriali di esumazione, estumulazione, devono essere gestiti nel rispetto del testo unico ambiente del decreto legislativo 152/06.

Che il Comune di Capannori, nell’appalto 2014-2015, precisa meglio chiarendo che “la ditta appaltatrice o l’eventuale subappaltatrice dovranno effettuare subito o lo stoccaggio in deposito autorizzato, ubicato comunque fuori dal territorio del comune di Capannori; oppure il trasporto agli impianti di smaltimento, con mezzi idonei e opportunamente dotati di adeguata licenza. Ma in ogni caso non si potranno stoccare i rifiuti all’interno dei nostri cimiteri frazionali”. Il testo unico infatti al punto 192 recita che “l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati”.

Al momento di appaltare il servizio alla coop, la stessa Gesam aveva chiarito che “le operazioni di raccolta e allontanamento dei rifiuti dovranno essere effettuate al termine di ogni servizio o intervento di manutenzione”. Tra l’altro va anche detto che a Lucca esiste un solo impianto di trattamento di rifiuti cimiteriali, autorizzato dal Suap della Provincia il 9 aprile del 2013.

E’ quello del consorzio So&Co, in via Mattei 721 a Mugnano, dove si può procedere allo stoccaggio dei rifiuti stessi, che poi devono essere trasportati al termovalorizzatore di Pisa della Geofor. La programmazione del trasferimento però, su indicazione della stessa Geofor, deve avvenire due giorni prima del conferimento dei rifiuti allì’impianto. Proprio il consorzio So&Co gestiva il servizio nel comune capoluogo e a Capannori, prima dei nuovi appalti vinti, con ribassi consistenti, dalla coop di Firenze ora finita sotto inchiesta.

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