Il Tirreno

Lucca

Dopo il botto la fuga con 50mila euro

Odi Luca Tronchetti e Andrea Giorgi
Dopo il botto la fuga con 50mila euro

Tre banditi usando l’acetilene provocano danni alla sede della Cassa di Risparmio di Lucca. Sono due gli uffici inagibili

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SAN LEONARDO IN TREPONZIO. La gang è tornata e il colpo è di quelli con il botto. Una spaventosa deflagrazione udita anche nel centro storico di Lucca a una decina di chilometri di distanza dallo sportello bancomat dell’agenzia della Cassa di Risparmio di Lucca sulla via Sarzanese a San Leonardo in Treponzio accanto al supermarket Conad. La tastiera della bancomat salta in aria e finisce a una trentina di metri dalla porta d’ingresso e l’onda d’urto lesiona seriamente gli uffici. Alla fine due risulteranno inagibili. La banda dell’acetilene - almeno tre persone riprese dalle telecamere di videosorveglianza dell’istituto di credito, anche se le immagini di pessima qualità difficilmente potranno essere utili agli inquirenti per risalire agli autori - fugge con un bottino importante: 50mila euro degli oltre 60mila che si trovavano all’interno della cassa continua. Banconote per circa 10mila euro vengono trovate a terra dai pompieri che intervengono per spegnere un principio d’incendio causato dalla tremenda esplosione capace di svegliare l’intero vicinato.

I fatti. Sono le 4,30 del mattino quando la gang mette a segno un colpo studiato da mesi. Tre, probabilmente quattro malfattori considerando l’autista-palo, fanno saltare in aria la cassa continua esterna alla banca. Il metodo usato dalla banda è sempre lo stesso: si pratica con un trapano un foro vicino alla cassa continua dove si inserisce un tubicino di plastica che tocca la piastra metallica della cassetta del bancomat. Si riempe il tubo di un miscela di ossigeno e acetilene usato per le saldature e si prepara l'innesco con fili elettrici sistemati all'altezza dello sportello. Nel giro di una ventina di minuti la miscela gassosa forma una camera di combustione che provoca l'esplosione. Probabilmente i malviventi commettono qualche errore di miscellanea capace di provocare una deflagrazione tremenda del tutto simile a quella di un tuono improvviso nell’oscurità. Il bancomat completamente sventrato e l’edificio che ospita la sede della banca sembrano centrati da una bomba tanta e tale è la violenza della detonazione e pure la squadra dei vigili del fuoco inviata sul posto resta di sale nel vedere quello scempio. Quasi subito arrivano sul posto i militari del nucleo investigativo diretti dal capitano Paolo Floris e quelli della stazione di Pieve di Compito. Il direttore della filiale invece arriverà poco dopo le 7,30 per redigere l’inventario e chiarire agli inquirenti le somme sottratte dai malviventi.

Pochi indizi. Le immagini della videosorveglianza e le testimonianze raccolte dai carabinieri non riescono da sole a dare un quadro preciso del numero degli autori del colpo, dell’auto utilizzata, del tragitto effettuato. E gli stessi inquirenti dubitano di trovare impronte digitali visto che la gang, composta sicuramente di professionista, avrà usato guanti in lattice.Serviranno quindi le immagini d’ingresso e di uscita delle auto ai caselli di Lucca e Capannori-Porcari nella speranza che la banda abbia utilizzato un’auto pulita. I danni allo sportello bancario ammontano a decine di migliaia di euro e due degli uffici, quelli vicini alla porta d’ingresso, stando ai vigili del fuoco sono inagibili. Ieri peraltro la banca è rimasta chiusa.

La paura della gente. Un boato talmente forte da aver svegliato di soprassalto molti residenti. Anche Alfio Nomellini che abita dall'altro lato della strada: «Credevo si trattasse di una di una bombola del gas esplosa in una casa tanto il colpo è stato forte. Mi sono pure alzato per dare una occhiata in strada attraverso le imposte chiuse. Ma era buio, non ho visto niente di particolare e sono tornato a letto».

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