Denunciato bracconiere privo di licenza di caccia
Aveva catturato tordi, fringuelli e cinciarelle utilizzando volatili da richiamo Sequestrate reti di frodo e gabbie con gli uccelli detenuti illegalmente
BORGO A MOZZANO. Grave episodio di bracconaggio in Media Valle dove un bracconiere, con precedenti penali specifici, è stato sorpreso in flagranza di reato durante la cattura con reti di uccelli selvatici attirati da volatili da richiamo detenuti in modo illegale.
L'intervento del corpo Forestale, diretto dal comandante Maurizio Folliero, ha portato al sequestro e alla denuncia penale del bracconiere mentre tutti gli uccelli prigionieri delle reti sono stati liberati.
L'episodio è avvenuto nei primi giorni di dicembre e, a seguito di attività investigativa, il bracconiere è stato sorpreso mentre stava predisponendo quattro reti da uccellagione nella zona di Borgo a Mozzano.
ll responsabile era privo di licenza di caccia, ma aveva ugualmente teso le reti - mezzi di cattura vietati dalle norme venatorie - in diverse posizioni strategiche nel fitto della vegetazione attirandovi la fauna selvatica grazie a 10 richiami vivi detenuti senza permesso.
Gli agenti del corpo Forestale hanno resistito all'istinto di liberare subito tutti gli uccelli prigionieri e si sono appostati in silenzio nei dintorni in attesa dell'arrivo del bracconiere che, ignaro della presenza del servizio di vigilanza, ha iniziato ad estrarre gli uccelli dalle reti per impossessarsene.
Solo allora la pattuglia della Forestale è uscita allo scoperto cogliendo in flagranza di reato il bracconiere che non ha opposto alcuna resistenza.
Identificato e denunciato il responsabile, reti e gabbie sono state sequestrate, ma gli uccelli da richiamo illegalmente detenuti sono purtroppo risultati ormai inadatti all'ambiente naturale: costretti da troppi anni in spazi angusti, avevano le ali e le zampe semiatrofizzate e non sarebbero stati in grado di provvedere autonomamente a sé stessi.
Dopo il sequestro il corpo Forestale li ha assegnati in custodia giudiziaria ad un'associazione riconosciuta e abilitata alla cura e al recupero dell'avifauna selvatica che già li accudisce e fornisce loro tutta l'assistenza necessaria, comprese cure veterinarie e riabilitazione.
Tra gli uccelli selvatici rimasti prigionieri delle reti tese dal bracconiere c’erano decine di esemplari di tordi, zigoli, fringuelli e cinciarelle. Tutte bestiole in piena salute, che reclamavano a gran voce la loro libertà. Gli agenti forestali li hanno estratti con tutta la delicatezza del caso e li hanno reimmessi senza indugio nel loro ambiente naturale.
Nelle prossime settimane continueranno i controlli del Corpo Forestale in prima linea nel combattere la caccia di frodo.
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