Il Tirreno

Lucca

Colpo grosso in un’abitazione, rubati preziosi per 40mila euro

di Andrea Giorgi
Colpo grosso in un’abitazione, rubati preziosi per 40mila euro

Malviventi all’opera nel tardo pomeriggio in una casa a schiera in via Nuova a Segromigno in Piano Desolata la proprietaria: «In un colpo solo mi hanno portato via tutti i ricordi di una vita intera»

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SEGROMIGNO IN PIANO. Furto in una casa a schiera in via Nuova dove un gruppo di malviventi nel tardo pomeriggio ha sfondato il vetro di una finestra al piano terreno per introdursi nella residenza e far man bassa di gioielli e svariati oggetti di valore.

Ingente il bottino: decine di migliaia di euro.

Approfittando del buio e del fatto che la proprietaria, una pensionata di 86 anni, fosse in quel momento fuori casa col figlio, i ladri hanno potuto così penetrare nel salotto e da lì, poi, imperversare indisturbati per l’abitazione, incuranti del fatto che un qualche vicino potesse accorgersi di ciò che stava accadendo.

Come di consueto in questi casi la prima stanza ad essere passata in rassegna è stata la camera da letto al piano superiore, nella speranza di trovare monili in oro ed argento.

Speranza che in questo caso, purtroppo, si è rivelata più che fondata dal momento che la proprietaria teneva tutti i suoi gioielli in alcuni portagioie nei cassetti della stanza, accuratamente frugati dai malviventi.

Un bottino ingente, tanto da aver probabilmente indotto i ladri a ritenersi soddisfatti e tralasciare il resto della casa per darsi alla fuga. Collane, orecchini, bracciali in oro e argento sono solo alcuni degli oggetti asportati, il cui valore economico totale sfiora i 40mila euro: praticamente tutti i ricordi di una vita accumulati in decenni di matrimonio e trafugati in un sol colpo, destinati a finire nel catalogo di qualche ricettatore senza scrupoli oppure, peggio ancora, a venire fusi e rivenduti a peso.

«Per me è stato un durissimo colpo – dice Silvia Adami, la proprietaria – non tanto per il valore economico, di cui non mi curo, ma per quello affettivo: tra quei gioielli c’erano oggetti che per me avevano una carica emotiva forte, come ad esempio gli orologi da polso che erano di mio marito, che in nessun modo potrò sostituire».

Tra la refurtiva, infatti, spicca in particolare la medaglia dell’Ordine al merito del lavoro di cui il marito era stato insignito decenni prima.

Si tratta di una croce d’oro smaltata in verde con al centro uno scudo con l’emblema della Repubblica, simbolo degli alti meriti imprenditoriali conseguiti, il cui valore economico è praticamente nullo di fronte al riconoscimento simbolico che rappresenta.

I carabinieri, prontamente intervenuti sul posto non appena il furto è stato scoperto e segnalato, hanno effettuato tutti i rilievi del caso, anche se in questi casi la speranza di riuscire ad individuare i colpevoli e recuperare la refurtiva è molto flebile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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