Il Tirreno

Lucca

Macché Unesco, siamo città di musica la difesa di Colombini

di Barbara Antoni
Macché Unesco, siamo città di musica la difesa di Colombini

Il direttore del Puccini e la sua Lucca Festival annuncia i prossimi concerti, nella chiesa dei Servi e a Vienna

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Lucca città della musica lo è, nonostante il giudizio dell’Unesco». Come al solito non ha peli sulla lingua Andrea Colombini, fondatore e direttore artistico del Puccini e la sua Lucca Festival, prima manifestazione stabile intitolata al Maestro. «Lucca ha il pedigree per essere città della musica - ribadisce Colombini -, perché c’è nato Puccini. E il 7 dicembre a Lucca per la prima volta verrà eseguita la Messa di Gloria di Pietro Mascagni, compagno di studi di Giacomo Puccini (oltre che gli intermezzi da Cavalleria Rusticana e da Manon Lescaut, ndr). Ci pregeremo della presenza dell’orchestra e del coro del conservatorio di Mantova, del coro dell’istituto musicale Mascagni di Livorno. Il conservatorio di Mantova viene per celebrare Mascagni e il compagno di studi Puccini. Una serata importante dal punto di vista artistico, che segna la collaborazione del nostro festival con uno dei più importanti conservatori d’Italia, ai quali, dal 2014, è richiesto di eseguire produzioni musicali da esportare in altre città d’Italia a titolo gratuito. Siamo lieti di essere noi la sponda di Lucca del conservatorio mantovano, una collaborazione gradita». Il concerto si svolgerà domenica alle 18 nella chiesa dei Servi, come al solito (per i concerti del Puccini e la sua Lucca Festival) a ingresso gratuito per i residenti a Lucca e provincia (per informazioni e posti riservati: tel. 340 8106042).

Intanto Colombini e i musicisti del suo festival, con il coro delle voci bianche della Cappella Santa Cecilia, si prepara per la trasferta viennese: il 20 dicembre il Puccini e la sua Lucca col coro della Santa Cecilia saranno protagonisti del concerto al Musikverein nella capitale austriaca: evento che verrà ripreso e proiettato in 5mila sale cinematografiche europee e degli States. «Iniziative che mettiamo in atto - spiega Colombini - senza contributi pubblici ma grazie alle fondazioni bancarie. L’ingresso gratuito ai nostri concerti non è sinonimo di scarsa qualità ma della volontà di promuovere la cultura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera