Il presidio
«Il nostro piano pericoloso? Aiutare famiglie in difficoltà»
LUCCA. Quattordici alloggi del quartiere Giardino a Pontetetto, oggi usati per accogliere famiglie in emergenza abitativa verranno riqualificati con 400mila euro di fondi Erp invece di essere, come...
LUCCA. Quattordici alloggi del quartiere Giardino a Pontetetto, oggi usati per accogliere famiglie in emergenza abitativa verranno riqualificati con 400mila euro di fondi Erp invece di essere, come voleva un progetto del 2004, demoliti. Saranno 14 alloggi in più a rispondere a una domanda di casa da famiglie in difficoltà cresciuta nel 2014 del 40%.
Eccolo il motivo che, secondo il capogruppo di Fi Marco Martinelli, avrebbe dato origine a tanto scontento tra parte dei residenti nel quartiere. Da questi presupposti è partita la sua interrogazione al sindaco e alla giunta per conoscere quali motivazioni li hanno indotti a cambiare i piani del 2004, ripensando la destinazione di quei 14 alloggi (destinandoli anche a rom, insinua Martinelli) mettendo a rischio, dice il capogruppo di Fi, l’equilibrio di un quartiere, accentrandovi le situazioni di disagio.
Antonio Sichi, assessore alle politiche abitative, il più chiamato in causa da Martinelli - che in un secondo comunicato ribadisce quanto sia «da irresponsabili» la «decisione presa d’imperio» dal Comune per Pontetetto - non ci sta. «Irresponsabile è chi si comporta come il capogruppo di Fi - tuona - che usa la povera gente per altri fini, nell’approssimarsi di consultazioni elettorali».
E ripercorre il “pericoloso” progetto che porta la firma sua e della giunta di cui fa parte. Ovvero migliorare 14 alloggi finora usati come “volano” per tamponare emergenze importanti. «Ad oggi nell’edificio abitano sei famiglie, che se ne andranno quando avremo finito altri alloggi in costruzione. Poi procederemo a una manutenzione straordinaria dell’immobile con fondi Erp. Nel 2004, quando era stato previsto di abbatterlo, la richiesta di case popolari era bassa, le gente comprava le case e accendeva mutui. Lo scenario è cambiato. Noi non ce la sentiamo di lasciare famiglie senza aiuto. Nel quartiere Giardino è prevista anche la realizzazione di un campo sportivo, di un centro di aggregazione e mediazione sociale». Nel 2014 le famiglie che hanno fatto domanda di casa sono 622, di cui 17 (2,7%) da famiglie sinti e rom. Nei primi cento richiedenti, 6 gli utenti di queste etnie, 11 fra i primi 200.
Sichi precisa: «Il recupero dei 14 alloggi al Giardino non ha niente a che fare col recupero dell’immobile in via Paoli per emergenze abitative». Un progetto sfumato perché per usufruire dei fondi regionali previsti i lavori avrebbero dovuto essere già finiti. Il Comune ha proposto l’alternativa: con quei soldi acquistare blocchi di case a edilizia convenzionata già realizzate. Ora attende risposta.
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google