Tasi al 2,5 per mille a Capannori tutelate le fasce più deboli
Il provvedimento, approvato dal consiglio con il voto della maggioranza, porterà 1,6 milioni di euro L’assessore al bilancio Lara Pizza: «Costretti all’aumento per il taglio al fondo di solidarietà»
CAPANNORI. La rideterminazione della Tasi, che può arrivare fino al 2,5 per mille, è stata approvata dal consiglio comunale col voto della maggioranza. Il Comune, per bocca del vice sindaco Lara Pizza, si è difeso dagli attacchi dell'opposizione.
«Una situazione che non potevamo certo prevedere e che abbiamo fronteggiato modificando le aliquote Tasi e il regolamento basandoci su principi di maggiore equità possibile. D’altra parte i servizi ai cittadini vanno garantiti in modo efficace, ma per non pesare sulle fasce di popolazione più in difficoltà abbiamo introdotto un criterio di progressività in base alla rendita catastale, detrazioni per i figli a carico ed un ampliamento del fondo di solidarietà Tasi anche ai lavoratori dipendenti, a chi ha perso il lavoro, in mobilità o in cassa integrazione, ai pensionati e alle giovani coppie. Con questa rimodulazione quindi per alcune categorie di cittadini l’importo da pagare sarà addirittura più basso, se non nullo».
Dal gettito della Tasi l'amministrazione comunale incasserà 1 milione e 600 mila, poiché i restanti 700 mila euro da recuperare sono stati reperiti grazie ad una razionalizzazione delle voci di bilancio. Il vice sindaco con delega alle finanze e al bilancio ha spiegato che il provvedimento, sul quale la minoranza ha espresso voto contrario dopo un lungo dibattito, dove non sono mancati accese schermaglie e contradditori, «è stato necessario dopo il taglio statale al fondo di solidarietà comunale per 1 milione e 890 mila euro e l’aumento della quota a carico del Comune di 390 mila euro, per un ammanco di risorse pari a 2 milioni e 300 mila euro, del quale il Comune è venuto a conoscenza a fine giugno, quindi a bilancio preventivo già approvato».
Da qui la scelta della giunta Menesini di rivedere la decisione della precedente amministrazione che aveva fissato l'aliquota all'1 per mille (la più bassa), mentre ora la tassa sui servizi indivisibili potrà arrivare fino al 2,5 per mille (il massimo è il 3,3 per mille), con l’introduzione di quattro scaglioni: 1 per mille per una rendita catastale fino a 300 euro compresi; 1,5 per mille per una rendita catastale da 301 a 400 euro; 2,2 per mille se da 401 a 500 euro; 2,5 per mille da 501 euro e oltre.
Detrazione di 50 euro in base al numero dei figli a carico, fino a 26 anni. La seconda rata, ovvero il saldo, si pagherà il 16 dicembre.
Chi è in affitto pagherà dal 20 al 30 per cento. Anche coloro che si trovano in emergenza lavorativa (Cig, Aspi, licenziati, lavoratori in mobilità) pagheranno per intero la tassa, che sarà poi rimborsata nell’anno nuovo dopo le verifiche del Comune.
Il 35% dei cittadini potrà godere di detrazioni e agevolazioni, azzeramento dell’aliquota per le abitazioni principali possedute da famiglie con un membro con gravi handicap.
Critico il movimento 5 Stelle. Numeri e delibere alla mano il consigliere Simone Lunardi ha contestato come le risorse in meno a causa dei tagli statali avrebbero potuto essere reperite col taglio delle spese, «ad esempio la festa del 1° maggio, lo staff del sindaco o la ricapitalizzazione dell’aeroporto».
Posizione in parte condivisa dal gruppo Udc, sebbene il capogruppo Paolo Rontani e il consigliere Giovanni Marchi, insieme ad Anthony Masini (Forza Italia) abbiamo messo l’accento soprattutto sulla necessità di operare detrazioni invece che rimborsi per i cittadini inseriti nel fondo di solidarietà. Una soluzione però non praticabile almeno per quest’anno.
Nicola Nucci
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