Italia
In treno con la bici: storia di un’odissea
Ascensori troppo piccoli nelle stazioni, dislivelli tra binari e treni, gradini da superare verso le rastrelliere nella carrozza
LUCCA. Le scale o in alternativa gli ascensori troppo piccoli. Per non parlare degli scalini per accedere ai treni e per altri gradini da superare per piazzare, nei convogli, la propria bicicletta. Un percorso a ostacoli - e che ostacoli - per quanti - turisti o pendolari - si accingano a compiere un viaggio in treno portandosi dietro il mezzo più ecologico che c’è. La bicicletta, appunto.Lo sperimentiamo di persona sulla tratta ferroviaria Viareggio - Lucca, un percorso comune, quotidiano, per tanti lavoratori e studenti residenti in una città con il posto di lavoro o la scuola nell’altra. Il risultato è immediato: per un ciclista, la realtà di un banale spostamento ferroviario di nemmeno venti minuti supera di molto filosofie, dibattiti e fantasia.
VIDEO: ODISSEA ALLA STAZIONE

Alla stazione di Viareggio un primo serio problema: la bici è troppo lunga per entrare nell'ascensore che porta ai binari

Anche salire sul convoglio non è facile: il marciapiede, infatti, è assai più in basso rispetto alla soglia. E non resta che sollevare di peso la bicicletta

All'interno del vagone un'altra "sorpresa": per arrivare alla rastrelliera ci sono da superare tre gradini

Per scendere si ripresenta il problema del dislivello: bisogna sperare in qualche ferroviere gentile...

Alla stazione di Lucca ancora il problema degli ascensori: e non resta che tenere la bicicletta in verticale
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