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Rubate bici da corsa per 35mila euro a Cicli Fanini

Rubate bici da corsa per 35mila euro a Cicli Fanini

SEGROMIGNO IN PIANO. Nuovo furto ai danni della famiglia Fanini, notissima nella Lucchesia e a livello nazionale per essere la titolare di numerosi team ciclistici professionistici nei quali hanno...

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SEGROMIGNO IN PIANO. Nuovo furto ai danni della famiglia Fanini, notissima nella Lucchesia e a livello nazionale per essere la titolare di numerosi team ciclistici professionistici nei quali hanno transitato campioni del calibro di Mario Cipollini. Bottino ingente: 35mila euro di bici da corsa.

Stavolta l’obiettivo è stato Cicli Fanini in via dei Bocchi, a Segromigno in Piano, e sono proprio le modalità del furto e il bottino a far pensare che ad agire sia stata la solita banda, specializzata in furti di biciclette da corsa e che già aveva colpito nella notte tra l’11 e il 12 giugno portandovia dal Mercatino Fanini Arte in via Pesciatina una decina di biciclette da corsa per un valore totale di 20mila euro dopo aver sfondato una vetrata sul retro del negozio.

Anche stavolta i ladri, agendo nella notte tra domenica e lunedì, hanno forzato la finestrella di un bagno sul retro dell’edificio.

Una volta entrati hanno tranciato di netto, con l’ausilio di una mola elettrica, le serrature delle porte che li separavano dalla officina e dal salone di esposizione, dove a colpo sicuro si sono diretti verso le biciclette di maggior valore, esposte in vetrina, tralasciando invece le numerose altre bici situate all’interno.

Ben poco altro da fare, a questo punto, se non dirigersi verso una uscita posteriore, anch’essa aperta con la mola elettrica, e darsi alla fuga, avvalendosi probabilmente di un furgone che li aspettava sul piazzale sul retro.

Bilancio totale della nottata: 4 bici e 2 telai trafugati, per un valore complessivo di circa 35mila euro.

«Nonostante la nostra abitazione si trovi a poca distanza dalla rivendita – racconta Lorenzo Fanini – non ci siamo accorti di nulla. Mi sono reso conto del furto solamente al mattino, all’apertura del negozio. I ladri devono aver fatto molto in fretta, e il maltempo di domenica notte probabilmente li ha avvantaggiati. Stavolta poi non hanno avuto neanche l’impaccio dell’allarme: dopo che aveva avuto dei malfunzionamenti qualche anno fa lo abbiamo disattivato. Non che sia servito a molto, comunque, quando abbiamo subito il furto sulla Pesciatina»

Anche stavolta scarsissime le speranze di recuperare la refurtiva.

«Nonostante si tratti di biciclette di altissimo valore è molto improbabile che prima o poi vengano identificate come refurtiva, ci vorrebbe un grandissimo colpo di fortuna. Di solito la prima cosa che si fa dopo questo genere di furti è grattare via il numero del telaio, che identifica univocamente il mezzo, e poi magari dargli una mano di vernice: a questo punto la bici è praticamente irriconoscibile e pronta ad essere venduta a prezzo d’occasione a quei privati che non si fanno troppi scrupoli sulla provenienza dell’oggetto che stanno acquistando . Purtroppo l’unica speranza che abbiamo per recuperare qualcosa sta nell’assicurazione, ma sicuramente nella migliore delle ipotesi ci rifonderanno solo una parte minima del valore totale della refurtiva».

Andrea Giorgi

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