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Il dolore di Baronti «Soccorsi tempestivi ma purtroppo inutili»

Il dolore di Baronti «Soccorsi tempestivi ma purtroppo inutili»

Il presidente dell’aeroporto: «Una disgrazia tremenda» Nessuna comunicazione fra l’aereo e la torre di controllo

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CAPANNORI. Eugenio Baronti, presidente dell’aeroporto di Tassignano, è stato avvertito della tragedia mentre si trovava in Garfagnana. Nel giro di poco è arrivato in sede e si è fatto fare il “rapporto” da chi si è trovato a gestire l’emergenza. La prima, di questa gravità, almeno negli ultimi vent’anni abbondanti.

«I soccorsi che abbiamo prestato ai due aviatori - spiega Baronti - sono stati tempestivi. Purtroppo, non hanno potuto far altro che prendere atto che per l’istruttore e il suo allievo non c’era più niente da fare».

È un giorno pieno di amarezza, quello che si vive all’aeroporto di Tassignano. Che proprio oggi avrebbe dovuto chiudere i battenti per una settimana di riposo, a cavallo di Ferragosto. E invece, nell’ultima domenica di apertura al pubblico è arrivata, improvvisa, la mazzata di questa tragedia.

«Non posso far altro - prosegue il presidente Baronti - che fare le mie condoglianze alle famiglie dei piloti, siamo tutti dispiaciuti di questa disgrazia».

Tutta la struttura dell’aeroporto di Tassignano è stata in prima fila nel prestare il soccorso. A partire dall’operatrice che al momento dello schianto, intorno alle 11.40, si trovava di turno nella torre di controllo: allarmata dal grido di Anna, la barista dell’aerostazione, ha guardato fuori dai vetri della torre di controllo in tempo per vedere lo schianto del velivolo.

Non c’è stata, invece, alcuna comunicazione radio fra l’aliante e la stessa torre di controllo: nessun Sos, nessuna segnalazione di problemi o avarie al mezzo. Probabilmente non ce n’è stato nemmeno il tempo materiale, ma sarà l’inchiesta - come spieghiamo nella pagina a fianco - a doverlo stabilire. Di certo c’è che l’ultima comunicazione registrata dalla torre di controllo è stata quella dell’aereo di traino (cioè quello che porta in quota l’aliante) non appena avvenuto lo “sgancio”: si tratta di una procedura di routine, visto che la torre di controllo deve dare l’ok al rientro del traino con la “corda” attaccata.

Da quel momento più niente, nemmeno una parola fra aliante e torre di controllo. Fino allo schianto e ai soccorsi, purtroppo inutili. (l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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