Il presidio
Nella Valle colpite le attività che vivono di turismo pendolare
Pesanti le ripercussioni per l’interruzione della statale 12 Migliore la situazione per chi ha una clientela straniera
LUCCA. Un grave danno la chiusura al transito della statale del Brennero a causa della frana a Chifenti. Già si erano avute ripercussioni per il lungo periodo, dall’inverno ad ora, in cui la 12 era percorribile in quel tratto a senso unico alternato, con l’ennesimo semaforo posto all’altezza dello smottamento dove i lavori erano stati inspiegabilmente interrotti dopo i primi interventi d’urgenza. Oggi la situazione è per molti ancora più pesante: in pieno periodo turistico, realtà della Valle del Serchio che resistono proprio per il flusso dei visitatori sono in grave crisi. Per il turismo semi-pendolare del periodo di Ferragosto proprio non ci voleva l’interruzione della strada: chi vive sul turista più o meno locale o regionale, quasi di passaggio, ha davvero grandi difficoltà. Ecco perché è urgente (non solo per i pendolari e gli studenti) che la statale del Brennero venga subito riaperta e sull’intera carreggiata, a doppio senso. Come, giustamente, chiedono cittadini, commercianti, operatori turistici, artigiani e industriali.
«Rispetto all'anno scorso non passa un cane» dice sconsolata Monica Viviani, titolare del ristorante Il Ghiottone che si trova in località Ponte Maggio, proprio sulla statale del Brennero, posto di sosta strategico per chi decide di andare all'Abetone. «La differenza – aggiunge – si vede già al semaforo a Ponte a Serraglio dove è scomparsa la fila che dovevamo fare fino al giorno in cui è stata chiusa la strada». Per lei che gestisce con successo il ristorante vicino all'area di servizio di carburante e abituata al flusso non indifferente di tutti quelli che scelgono la montagna il danno è ingente.
Va meglio per i titolari del ristorante “La buca di Baldabo” a Vico Pancellorum, Giovanna Merlini ed Enrico Vitali, che affermano di non aver risentito della chiusura della strada avendo una clientela completamente diversa da quella di passaggio. A Vico gravita un alto numero di stranieri in villeggiatura nelle frazioni vicine, non frenati dalla chiusura del Brennero. Timori hanno invece gli operatori di locali più a monte, che vedono un calo delle prenotazioni. Alcuni fanno rilevare anche che chi si ferma nei loro locali si lamenta del tempo impiegato per arrivare fino lì, della segnaletica scarsa e non chiara, dell'assenza di vigili al ponte di Calavorno.
Meno drastico il giudizio di Francesca Gavazzi, della pizzeria ristorante “Il Biribisso” a Granaiola, la cui clientela è in gran parte composta dagli stranieri che affittano le case alla ricerca della natura, del silenzio e del relax. Nell'inverno il discorso sarebbe stato diverso, dato che la maggior parte della clientela del fine settimana arriva da Lucca e dalla Versilia.
Rassicurante poi il parere dei coniugi Vera e Eugenio Frediani, titolari a Ponte a Serraglio del ristorante “Cavalier Bruno”, appassionati nello svolgere una attività che definiscono atavica (raggiungono quest'anno 65 anni dalla nascita del locale). Considerando i tempi di crisi e l'andamento generale, si dicono soddisfatti e contenti delle manifestazioni che si susseguono (vicino a loro ci sono tutti i fondi ristrutturati dalla associazione Il ponte in Arte ), anche se sconcertati dell'accaduto sulla statale del Brennero. Anche loro affermano di salvarsi con la clientela straniera. Positivo anche Paolo Tintori, proprietario dell'agriturismo La Torre a Fornoli, che ha già da mesi tutto prenotato. Contenta infine Daniela Barsellotti, dell'agriturismo Pian di Fiume: «Da noi le prenotazioni sono arrivate già dai mesi invernali e abbiamo clienti che al momento di andare via chiedono di prenotare già per il prossimo anno. Abbiamo il tutto esaurito in prossimità del Ferragosto».
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