Il presidio
Costano troppo al Comune le sedute del consiglio oltre la mezzanotte
La consigliera Giorgi (M5s) chiede a quanto ammontino i rimborsi dovuti ai consiglieri e invita a rivedere gli orari delle assemblee
LUCCA. Cosa fa l’amministrazione comunale per evitare che le sedute del consiglio comunale vadano oltre la mezzanotte, fatto che costa tra l’altro parecchio alla pubblica amminsitrazione? Lo chiede Laura Giorgi, consigliere M5s, la quale ricorda che “i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) componenti i consigli comunali, possono usufruire dei permessi retribuiti per il tempo strettamente necessario per la partecipazione a ciascuna seduta dei rispettivi consigli e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento. In caso di seduta svolta in orario serale, i lavoratori hanno diritto di non riprendere il lavoro prima delle ore 8 del giorno successivo e nel caso in cui i lavori si protraggano oltre la mezzanotte, hanno diritto di assentarsi dal servizio per l'intera giornata successiva. I permessi retribuiti sono a carico dell' ente comunale che dovrà provvedere a rifondere i rispettivi datori di lavoro del costo lordo del permesso accordato, con aggravio del bilancio comunale specie per le sedute che si protraggano oltre la mezzanotte”.
Nessuna forma di contributo o compensazione è stata invece prevista dalla legge, dice Giorgi, per i lavoratori autonomi e imprenditori «costituendo un evidente discrimine nello svolgimento del mandato elettorale». Per questo la consigliera raccomanda al sindaco e al consiglio comunale di rendere note le spese relative ai rimborsi, soprattutto per quelli dovuti per il superamento della mezzanotte.
Giorgi chiede anche di convocare i consigli comunali in orari tali da evitare il superamento della mezzanotte.
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