Il presidio
Una bella lezione di storia il ricordo de “L’Eroica”
BARGA. Una bella lezione di storia locale e non solo, dove Barga, non certo inconsapevolmente, ha costituito l'ideale punto di svolta di un'Italia, quella di un secolo fa, che era destinata...
BARGA. Una bella lezione di storia locale e non solo, dove Barga, non certo inconsapevolmente, ha costituito l'ideale punto di svolta di un'Italia, quella di un secolo fa, che era destinata irreversibilmente a mutare la sua storia. Questo e molto altro è stata la partecipata serata dedicata alle celebrazioni per ricordare i cinque numeri de "L'Eroica" stampati proprio a Barga, nei locali della Tipografia Bertagni. Il professor Umberto Sereni è stato, assieme alla sezione locale dell'Istituto Storico Lucchese, l'animatore di una serie di eventi conclusisi poi con la scopertura di una lapide celebrativa in Via di Borgo, dove aveva sede l'attività di Ugo Bertagni, e da dove partivano migliaia di copie della prestigiosa rivista dedicata alla xilografia, edita dallo spezzino Giorgio Cozzani Alla cerimonia, partita alle 21.15 con la commemorazione sotto la loggia del Capretz, era presente anche il nipote di Bertagni, giunto apposta dagli Stati Uniti assieme alla moglie: “Una pagina di storia importante, con Barga crocevia degli eventi che un secolo fa sconvolsero il mondo – afferma Sereni -. E la lapide rappresenta un tributo ad un’azienda che ha fatto la storia del comune, e ha contribuito a diffondere lo spirito patriottico”. La tipografia Bertagni nacque nel 1907, e fu di fatto creata per stampare il giornale "La Corsonna", organo di riferimento dei moderati finanziato tra gli altri da Leo Giuliani, giovane studente universitario di ispirazione nazionalista. Ettore Cozzani, l'editore che nel 1911 decise di avviare l'esperienza de "L'Eroica", era allievo di Giovanni Pascoli, e alla morte del poeta (avvenuta nel 1912) strinse rapporti commerciali e d'amicizia con Giuliani e lo stesso Bertagni. Erano i tempi del nazionalismo crescente, delle pressioni interventiste. E di fatto, le edizioni borghigiane del periodo, erano orientate per l’appunto all’entrata in guerra contro l’Austria – Ungheria. Era il 28 luglio del 1914, il giorno dello scoppio del primo conflitto mondiale.
Nicola Bellanova
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