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Alluvione in Valfreddana, Rossi dichiara lo stato d'emergenza
La Cia stima intorno al milione di euro i danni per l'agricoltura e critica la realizzazione della cassa di espansione. Il titolare del ristorante "Il Guercio" si rivolge a un legale perché a suo giudizio l’acqua non doveva defluire sulla strada
LUCCA. Il presidente della Regione Enrico Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per la provincia di Lucca, dopo il nubifragio dello scorso lunedì.Saranno presto individuati i Comuni colpiti e le iniziative che dovranno essere assunte. E, a proposito di danni, le prime stime parlano di quasi un milione di euro. “Tra opere idrauliche che non hanno funzionato a dovere e l'eccezionalità di un evento che non era previsto né prevedibile – commenta il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori-Cia Toscana Nord, Piero Tartagni – l'agricoltura della Valfreddana e dell'Oltreserchio è in ginocchio. Non è stata risparmiata nessuna coltura e abbiamo perso buona parte della produzione di frutta e verdura di questa estate”. Secondo le stime Cia, su alcune colture orticole si potrà avere la perdita totale della produzione: in pericolo sono i pomodori, le zucchine, i fagioli e i fagiolini. Compromessa anche la produzione delle pesche, particolarmente diffusa soprattutto nel morianese, a causa dell'elevata umidità che favorisce in prossimità del raccolto, lo sviluppo di muffe sui frutti. “La stima è comunque ancora parziale – specifica Tartagni –: ad esempio, non sono stati ancora valutati i danni per coloro che non hanno ancora potuto mietere i cereali, quali grano od orzo, a causa dell'andamento climatico e dell'impraticabilità dei terreni, così come non sono stimati gli aumenti dei costi a causa della profilassi preventiva di malattie delle piante dovute all'alto tasso di umidità”.
Al centro delle polemiche sui danni prodotti dal nubifragio in Valfreddana la cassa di espansione sul torerente terminata appena tre anni fa. In quel punto l’acqua non è defluita, come era lecito attendersi, nella cassa ma è finita sulla strada e sui campi sottostanti dalla parte opposta, allagando tra gli altri il ristorante Il Guercio che ha subito gravi danni. Infuriato per le dichiarazioni della Provincia che esclude che i lavori non siano stati fatti a regola d’arte (al contrario dell’Autorità di Bacino che suggerisce la necessità di abbassare il parepetto dalla parte della cassa perché l’acqua vi possa defluire meglio), il titolare del ristorante, Franco Corradi, cerca da stamani un confronto con gli amministratori di Palazzo Ducale, per ora senza esito. Intanto si è rivolto a un avvocato: «Ho perso un patrimonio per i danni delle due precedenti alluvioni e non ho visto un euro di rimborso. Stavolta qualcuno pagherà». Sul modo in cui è stata realizzata la cassa avanza ora dubbi anche l’associazione degli agricoltori Cia. Intanto è tornato a piovere e la gente delle zone alluvionate teme nuove esondazioni. La pioggia rende peraltro ancora più difficili le opere di ripristino.
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