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Lucca

Inferociti i residenti delle zone allagate «Spesi milioni per la Freddana, questo è il risultato»

Inferociti i residenti delle zone allagate «Spesi milioni per la Freddana, questo è il risultato»

Nel mirino l’incuria per fosse e zanelle e anche il modo in cui avviene lo sfalcio dell’erba

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LUCCA. Inferociti i residenti anche nella zona di S. Alessio. «Ma cosa paghiamo a fare le tasse e il Consorzio del Bientina, se poi continuiamo ad andare sott’acqua – dicono -. Sulla Freddana e la Freddanella si sono spesi milioni e questo è il risultato. E non va meglio sul versante verso S. Alessio. Opere in muratura, rialzamenti, casse di esondazione e poi tre ore d’acqua causano esondazioni. Possibile che non ci sia mai un responsabile per questo sfacelo? E poi chi segue più i lavori stradali? Fosse e zanelle non ci sono più o non vengono mai pulite e le ditte che sfalciano l’erba la lasciano spesso a ostruire il reticolo idraulico. Ma chi li controlla questi lavori prima che vengano pagati con i soldi che ci vengono sottratti con le tasse e le quote del consorzio?».

Interrogativi che fanno tornare con la mente al 24 luglio 2011, quando con una conferenza stampa-sopralluogo la Provincia illustrava i lavori fatti per mettere in sicurezza l’area della Freddana nella zona del Guercio, che dovevano anche valorizzare l'ambiente e il paesaggio.

Alla verifica avevano partecipato il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il segretario dell'Autorità di Bacino del Serchio, Raffaello Nardi, e i rappresentanti dei Comuni dove passa la Freddana (Lucca, Camaiore, Pescaglia e Massarosa), nonché il direttore generale della Provincia, Riccardo Gaddi e il dirigente del servizio difesa del suolo dell'amministrazione provinciale, Gennarino Costabile. «L'intervento – era stato spiegato – rientra nelle opere di messa in sicurezza del Torrente Freddana e ha avuto un costo complessivo di 2 milioni 350mila di euro, finanziati, oltre che dalla Provincia, dalla Regione Toscana e dall'Autorità di Bacino del Serchio. I lavori, iniziati nel settembre del 2009, sono serviti per realizzare uno spazio di 60mila metri quadri ed un volume di contenimento di di 180mila metri cubi di acqua che rappresenta l'ultima cassa prima di Lucca e ha la funzione di garantire il contenimento delle acque in caso di piena».

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