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Lucca

Marcucci: «Si faccia chiarezza». Pagliaro: «Anni di immobilismo»

«Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, sono convinto che il Comune di Lucca rispetterà le procedure previste dal Piuss. Conosco l'impegno del sindaco Tambellini e tendo ad escludere che...

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«Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, sono convinto che il Comune di Lucca rispetterà le procedure previste dal Piuss. Conosco l'impegno del sindaco Tambellini e tendo ad escludere che possa essere assunta una decisione, che sarebbe senza mezzi termini, pesantissima per la città, senza prepararla e concordarla preventivamente».

È quanto afferma il senatore del Pd Andrea Marcucci riferendosi alla situazione di incertezza che si è creata intorno alla prosecuzione dei progetti Piuss non avviati (quelli in corso riguardano l’ex Cavallerizza e il terminal dei bus turistici al Palatucci, dove la palazzina dei servizi è terminata ma mancano le infrastrutture per i bus).

«Non possono essere azzerati anni di lavoro, che hanno comportato anche rilevanti costi pubblici - sottolinea il parlamentare - come fosse normale amministrazione. Sono certo che Tambellini interverrà per chiarire e per spiegare a tutti la reale volontà della sua giunta».

Si schiera per l’indiscutibile prosecuzione dei progetti Piuss anche Lucio Pagliaro, eletto fra le fila del Pd, altro renziano di ferro come Marcucci, nella sua veste di presidente della commissione urbanistica. Pagliaro era presente alla riunione di maggioranza con l’assessore Serena Mammini.

«In casi come questi occorre chiedere aiuto alla politica - dice Pagliaro -. Il Comune non può perdere venti milioni di euro. Semmai, visto anche che dal momento dell’approvazione dei progetti è passato del tempo, se sono emerse problematiche in termini di procedure e di tempi, occorre chiedere in Regione la rivisitazione dei progetti. Ma abbiamo in ogni modo l’obbligo di andare avanti».

«La parte ovest della città - continua Pagliaro - non può essere riqualificata con una modalità altra dal Piuss. Troverei illogico per l’attuale amministrazione recedere dai progetti Piuss due anni dopo il suo insediamento. I progetti vanno difesi ma non abbandonati». Conclude con un’altra bordata. «Non sarei spaventato da una situazione come quella attuale. Finora non è stato fatto nulla per verificare ad esempio se la Fondazione Crl fosse interessata alla parte di Manifattura esclusa dal Piuss».

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