Il Tirreno

Lucca

S. Caterina, riapre la chiesa delle sigaraie

di Paola Taddeucci
S. Caterina, riapre la chiesa delle sigaraie

Rivive un luogo di arte e dell’anima che stava rischiando di crollare ed era rimasto chiuso per quaranta anni

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LUCCA. Un luogo dell'arte, ma anche dell'anima. Che stava rischiando di crollare ed era chiuso da più di quarant'anni. Oggi riapre la chiesa delle sigaraie di via Vittorio Emanuele, intitolata a Santa Caterina e risalente alla metà del 1700.

Le operaie della Manifattura Tabacchi l'avevano davanti, bastava attraversare la strada e prima del turno passavano un attimo a pregare, lasciando spesso a Emilietta, la fedele custode, la spesa da riprendere poi a fine lavoro. Lo hanno fatto generazioni di sigaraie, finché la chiesa fu chiusa perché inagibile, mentre nel frattempo anche la Manifattura è stata trasferita fuori città.

Ci sono voluti circa 17 mesi e 800mila euro per ridare vita alla chiesa. E consentire di apprezzarne finalmente le bellezze artistiche di grandissimo e unico valore, oltreché la storia piena di emozioni, quella che ha permesso, peraltro, la sua rinascita. I finanziamenti per il restauro, infatti, sono arrivati dal Ministero dei beni culturali grazie alle 20mila firme raccolte quattro anni fa dal Fai (Fondo ambiente italiano) in occasione della quinta edizione della campagna nazionale “I luoghi del cuore”. Firme di sigaraie, dei loro figli e figlie, dei nipoti, dei parenti, dei tanti lucchesi che hanno a cuore quel luogo. La chiesa arrivò al terzo posto in Italia: un piazzamento importante che, unito alla campagna di sensibilizzazione portata avanti dal Fai e dalla sua responsabile locale Loredana Cipriani – che proprio in questi giorni ha ceduto la guida a Maria Talarico -, fece breccia al Ministero. Da lì il finanziamento e il progetto di restauro, affidato alla Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara diretta da Giuseppe Stolfi. Nel sì ministeriale ha contato indubbiamente anche il valore artistico dell'edificio, uno dei più importanti del barocco a Lucca e tra i più significativi di tutta la Toscana. Oltre alla pianta ovale in perfetto stile borrominiano e alla soluzione angolare in facciata, la chiesa ha nel sottotetto della cupola una particolarità unica: un affresco sospeso. Opera di Lorenzo Castellotti e raffigurante Santa Caterina tra gli angeli, è fissato su un supporto incannicciato inchiodato al legno del sottotetto.

Dal basso è visibile attraverso un oculo aperto al centro della cupola, a sua volta affrescata: l'effetto è quello di un dipinto sospeso. «Una soluzione peculiare del barocco - spiega il soprintendente Stolfi – che suggerisce meraviglia e stupore e rimanda all'artificio tra realtà e illusione». Proprio l'affresco e i locali del sottotetto risultavano tra le parti più deteriorate. «Era diventato – informa Antonia D'Aniello, direttore dei Musei nazionali di Lucca e responsabile scientifico del progetto – il regno dei piccioni». Il restauro ha interessato tutto l'edificio – oltre alle strutture portanti, le decorazioni, i dipinti, gli altari di marmo e la facciata - ed è stato improntato al principio del minimo intervento e della massima conservazione. Il progetto, poi, è stato pensato in modo da garantire la totale fruizione dell'intera architettura al visitatore: al sottotetto, per esempio, si può accedere da una scala a chiocciola e scoprire l'”inganno” dell'affresco, osservandolo da vicino e scoprendo le affascinanti tecnologie originarie della struttura di copertura, oltre che guardare le nervature della cupola in muratura e leggere con chiarezza i nuovi interventi di consolidamento. Della chiesa rimangono alcune parti da restaurare, ma serviranno altri 200mila euro. Invece è già finanziato – 20mila euro dal Fai e 8mila dall'istituto San Paolo - l'intervento all'organo, un pregevole manufatto realizzato da Domenico Pucci a metà del 1800: a rimetterlo in sesto sarà Glauco Ghilardi. Oltre a D'Aniello, il pool dei progettisti e dei tecnici, guidati dall'ex soprintendente Agostino Bureca, è composto da Lisa Lambusier, Lorenzo Jurina, Francesco Bianchi, Carla Corrado, Laura Panzani, Giuseppe Monticelli, Eleonora Rossi, Moira Colombini, Marcello Spampinato, Ara restauri, Legno doc e Lucio Ghilardi per la documentazione fotografica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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