Il Tirreno

Lucca

I “Lettori” premiano il segreto di Van Straten

di Rossella Lucchesi
I “Lettori” premiano il segreto di Van Straten

Lo scrittore fiorentino con il suo “Storia d’amore in tempo di guerra” si aggiudica il riconoscimento battendo Di Pietrantonio e D’Alessandro

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LUCCA. Un segreto custodito per settant’anni, tra i ricordi e le sofferenze delle drammatiche vicende di una guerra che ha segnato per sempre la sua vita. Un mistero che lentamente prende corpo, rivelando un amore più forte del tempo, custodito tra i meandri della memoria di un’anziana ebrea, emigrata in Argentina alla fine del secondo conflitto mondiale. Ricordi indelebili di un amore limpido e sincero, nato al tempo della deportazione dal Ghetto di Roma, tra una fanciulla della borghesia ebraica e un giovane che il destino aveva poi allontanato. Una storia mai rivelata che riemerge casualmente grazie alla ricerca di uno storico bibliotecario alle prese con la stesura della biografia di un ex partigiano, eroe di guerra che in seguito fece una brillante carriera politica. Man mano che la matassa si dipana i ricordi riaffiorano, facendosi sempre più nitidi, tra antiche passioni, speranze, rimpianti e una struggeste malinconia. Fino al colpo di scena, inaspettato ed avvincente.

È un concentrato di emozioni il libro “Storia d’amore in tempo di guerra” che venerdì ha vinto il 26° Premio letterario della Società dei Lettori che si è svolto a villa Rossi di Gattaiola. L’autore è Giorgio Van Straten nato nel 1955 a Firenze dove vive attualmente, da una famiglia di origine ebreo-olandese e nel suo libro ha voluto ripercorrere la storia dei suoi antenati, anche se fatti e personaggi sono frutto della fantasia. Come scrittore ha esordito nel 1987 con il romanzo Generazione, primo di sette pubblicazioni che gli hanno valso importanti riconoscimenti. La sua una formazione storica che gli ha consentito di impegnarsi in progetti teatrali di rilievo, scrivendone testi e musica. Presidente negli anni Ottanta dell’Orchestra Regionale Toscana, successivamente ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia, fino al ruolo di sovrintendente della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino e come membro del Cda della Rai. In mezzo incarichi alle Scuderie del Quirinale e alla Casa del cinema.

Edito da Mondadori, il libro di Van Straten è stato il più votato della terna di finalisti del Premio che comprendeva Donatella Di Pietrantonio, seconda classificata con “Bella mia” di Elliot editore di Roma e Giovanni D’Alessandro, in gara con “La tana dell’odio” della casa editrice San Paolo di Milano.

A proclamare il vincitore la padrona di casa, la scrittrice Francesca Duranti con il dottor Enzo Mataloni che ha consegnato i premi: 4.000 euro per il vincitore e 1.500 per la seconda e terza posizione. Una scelta difficile, affermano i giurati, vista la qualità delle opere che sicuramente concorreranno e saranno apprezzate anche in altre importanti competizioni. La vittoria di Van Straten arriva dopo due tentativi al Premio lucchese che comunque gli hanno consentito di stabilire importanti rapporti di lavoro e di amicizia. Durante la serata è stato proclamato anche il vincitore del premio Voltaire per la saggistica istituito lo scorso anno e assegnato a Giampiero Falasca con il libro “Divieto di assumere” che ha prevalso su una rosa di decine di scrittori. Un’opera pensata per dieci anni e scritta in poche settimane, ha detto l’autore che a composto il lavoro tra un viaggio in treno e un volo in aereo.

Alla scrittrice armena Antonia Arslan con il libro “La masseria delle allodole” è stato invece assegnato un premio simbolico come autore risultato più votato tra i vincitori delle precedenti edizioni. La serata è stata realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Lucca e il contributo della fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte, Assindustria e Camera di Commercio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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