IL VERDE DELLA CASSA COME QUELLO DI MIA ZIA
DI PIERIN LUCCHESE Voglio di’ che que’ caporioni era già un popo’ di tempo che ci pensavino su e ne ragionavino a giornate di che colore fare il palazzo del Risparmio della Cassa in Piazza San Giusto,...
DI PIERIN LUCCHESE
Voglio di’ che que’ caporioni era già un popo’ di tempo che ci pensavino su e ne ragionavino a giornate di che colore fare il palazzo del Risparmio della Cassa in Piazza San Giusto, la quale c’era una commissione demogratica de’ lavori in corsa, partecipata ha positamente e proprio apposta nominata dal vescovo e dal prefetto + il vice sottosopra intendente aggiunto delle Arti Belle ma Belle e il prof. Mario Sonsodo coll’aradino in mano con posta da tre ben giometri vestiti da estate in calzoncini, infradito e sciugamano in spalla di cui uno di Lammari (come il Nottolini), due ingennieri triennali plastificati col timbro di scadenza sotto, una mezza dozzina di architetti assortiti in confezione da viaggio agguantati un su quell’alttro come i koali, un perito vernicista coloristico della Scuola Anormale di Pisa , un ragioniere cor cane al guinzaglio di Massa Macinaia che passava di lì e sera fermato a guardare, e sedici imbianchini albanesi pelosi con canotta e pennellessa da combattimento, tutti che begavano come berrettai perché cera chi la voleva fa’ lillina, chi begina, chi rosina, chi scureggialla, chi bluette e chi diceva: si ni da una mano di biacca poi si va tutti a beve’ e podoppo domani si vede.
La quale era un affar serio perunque e comunque che nello scarcinellare lo ntonaco lo perai avevin trovo tracce giallone ovosodo di intonaco scialbato a pisciate medievali gotico – ambientalistiche di sicura mano di Paolo Guinigi insieme a Castruccio Castracani (facevan sempre a chi pisciava più lontano) ma anche, pole darsi, di Santa Zita; oppuramente – come ha fermato dallo Stituto Storico L’Ucchese, dovute alla prostata infiammata del cognato del Favati di Pescia, Oreste, che ciaveva un barroccino di stoccafisso ha mollato sulla cantonata, in epoca longo e barda o guasi.
Laonde per cui la Sociazione Culturalistico - Volontaristica “Tintura Nostra” di comune accordamento scentifico con quelli che ci capiscono delle Belle Arti, ma Belle Belle, o gente aiutatimi a di’ Belle, hanno detto che ora basta lorolì di fa’ come ni pare ma bisogna che il colore pitturato delle facciate der palazzo storico-bancario del Risparmio della Cassa sii VERDINO, tale e quale come quello della camicia da notte della mi’ zi’ Cleofe quando si mise a Poveri Vecchi a Marlia.
La quale tutte le gente perbene che òra passino davanti dichino ma guarda te che bel colorino hanno ndovinato chissà chi né venuto in mente; che solo il geom. Schiacciasassi di Montuolo, noto gnorante e malfidato, ha detto: oh, ma non sarà mica che quel VERDINO lì è un segno che alla banca bancaria son ridotti guasi al VERDE e così che il mutuo per mura’ que’ tre capannoni a Mugnano me lo sogno ?
Ditimi un popo’ voi se non passin bassi. Cisi.
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