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La Provincia si schiera a difesa del trasporto pubblico
LUCCA. Da una parte il generale e convinto apprezzamento della politica attuata dalla Provincia per la progettazione del trasporto pubblico extraurbano che vede l'amministrazione guidata da Stefano...
LUCCA. Da una parte il generale e convinto apprezzamento della politica attuata dalla Provincia per la progettazione del trasporto pubblico extraurbano che vede l'amministrazione guidata da Stefano Baccelli impegnata per attuare, in accordo con i Comuni, la gara per la "rete debole" di 1milione 300mila chilometri oltre al servizio a chiamata effettuato con risorse proprie dell'ente (330mila euro l'anno); dall'altra un appello affinché gli enti locali salvaguardino il patrimonio ex Clap (oggi Ctt Nord) in termini di mezzi, patrimonio immobiliare e, soprattutto, professionalità.
Sono le posizione espresse dai sindacati del trasporto pubblico locale che si sono incontrati ieri a Palazzo Ducale con gli amministratori provinciali. Erano presenti il presidente Baccelli con l'assessore provinciale alla viabilità Luigi Rovai, Francesca Lazzari responsabile del servizio mobilità e i rappresentanti di Filt Cgil, Uil trasporti, Fit Cisl, Faisa Cisal e Ugl Lucca.
Lavoratori e autisti dei bus, spiega la Provincia, « hanno riconosciuto la validità del lavoro condotto dalla Provincia per la gestione della rete extraurbana e per la scelta di bandire una gara di interesse provinciale sul lotto debole» .
«Nostro obiettivo - ha dichiarato Baccelli - è stato difendere il trasporto pubblico e lo abbiamo fatto scegliendo, da una parte, di confermare le risorse nonostante i tagli ai trasferimenti e, dall'altra, garantendo eguale numero di chilometri, senza penalizzare le zone periferiche, il “lotto debole” Non dimentichiamo che il trasporto pubblico locale può essere considerato un trasporto sociale, un servizio rivolto per lo più a studenti e anziani».
Quanto alle criticità, i lavoratori hanno segnalato vari problemi: vetustà e carsa sicurezza di molti mezzi (soprattutto quelli utilizzati per il servizio Lam), scarsi controlli sul pagamento dei biglietti; l'aumento delle ore nei turni di lavoro a fronte di una riduzione degli stipendi ai tagli di corse del servizio urbano, la scomparsa del mercato dell'indotto locale (assunzioni, assicurazione, pezzi di ricambio, servizio di manutenzione, ecc). Fino agli immobili di proprietà ex Clap, in particolare il deposito-officina di via Luporini a S. Anna che - a detta dei sindacati - sarebbe stato ipotecato per ottenere crediti bancari per l'acquisto di nuovi bus». Oggi i sindacalisti sono ricevuti in Comune
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