Restauratore lucchese nei guai: opere d’arte sparite da un museo
Uno dei dipinti raffigurante la Madonna Addolorata di un pittore fiammingo appartenente al museo nazionale S. Matteo di Pisa era finita in Grecia ceduta per 3 milioni di euro. Denunciato un restauratore lucchese
Un restauratore lucchese di 65 anni, Marco Gazzi, è stato denunciato dai carabinieri nel nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze nell’ambito di un’indagine condotta dalla procura di Pisa per la vendita in Italia e all’estero di dipinti appartenenti al museo nazionale San Matteo di Pisa (FOTO) che, dal 2002, erano state affidate all’artigiano-antiquario lucchese per il loro restauro. L'uomo è accusato di appropriazione indebita aggravata.
Tra le opere recuperate c'è anche un dipinto olio su tavola, fondo oro, 76x55,5 centimetri raffigurante la "Madonna Addolorata" di un pittore fiammingo, che era stato posto in vendita per tre milioni di euro. Il dipinto si trovava in Grecia. Tre anni fa lo stesso restauratore-antiquario aveva venduto una tela del Cinquecento appartenente al pittore Michele Ciampanti, noto per aver prestato la sua opera anche al cantiere per realizzare il Duomo di Pisa. Un olio su tela raffigurante la Madonna con bambino che era stato esposto anche in un museo nazionale e che era stato valutato circa 100mila euro. Una ricognizione disposta dal nuovo direttore del museo nazionale di San Matteo a Pisa, accompagnata da una querela nel dicembre scorso, ha permesso di scoprire che 12 opere d'arte delle 17 affidate a un restauratore lucchese dieci anni prima non erano mai rientrate nel museo. Così è scattata l'indagine dei carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio artistico di Firenze che in pochi mesi hanno recuperato quasi tutte le opere e rintracciato le due rimanenti, attualmente in Francia.
Secondo quanto si è appreso, i quadri erano stati "dimenticati" dalla precedente direzione del museo che non aveva chiesto conto della mancata restituzione degli stessi. "È una situazione del tutto anomala - ha commentato Isabella Lapi, direttrice regionale dei Beni culturali - che nella mia carriera non era mai capitata prima. Oggi l'affidamento dei restauri avviene quasi esclusivamente all'interno dei musei o presso laboratori comunque direttamente riconducibili al sistema pubblico''. Il restauratore è stato denunciato per appropriazione indebita aggravata, ma il reato è già stato prescritto.
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