Servirà un milione di euro per riparare gli Archi
Approvato il progetto definitivo, il Comune chiede soldi a Regione e ministero Bonini: «È un intervento complesso, che preserverà anche l’area del duomo»
BARGA. Un milione di euro per ripristinare gli Archi della Ripa, le mura realizzate negli anni ’30 nella zona sottostante il duomo di Barga, e letteralmente spaccatesi in due per un movimento franoso che, tramite un masso enorme, ha lesionato l’intero monumento vincolato dalla Soprintendenza.
L’amministrazione Bonini, si rimette in moto. Anche se la delibera di giunta è datata 20 maggio, ossia cinque giorni prima delle elezioni, di fatto l’iter per ottenere i finanziamenti pubblici per ripristinare il manufatto è work in progress. Però, poiché si è evidenziata la necessità di provvedere alla realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del versante retrostante il Duomo, con una serie di interventi ingenti di ripristino, è stato approvato il progetto preliminare definitivo (che presto diverrà esecutivo), propedeutico allo stanziamento di fondi del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Toscana: «Questa mattina, i tecnici comunali svolgeranno una ulteriore verifica sullo stato dei movimenti franosi sul versante caduto – afferma l’assessore uscente alla sicurezza del suolo, Pietro Onesti -. I primi lavori eseguiti in queste settimane, sono stati sostanzialmente di ripulitura del versante per rendersi conto della situazione reale. Ora si passa alla stima, che comunque è già quantificata nel progetto approvato in giunta. Poi, dopo questi ulteriori chiarimenti, bisognerà definire gli step per gli interventi da seguire. Gli Archi della Ripa sono un monumento di Barga, e il nostro obiettivo è restituirlo agli antichi splendori».
Il sindaco Marco Bonini, di fatto, continua il lavoro iniziato qualche giorno fa, e sta seguendo l’evolversi dell’iter concordato coi tecnici comunali: «Abbiamo richiesto un finanziamento importante – afferma -, perché si tratta di un’operazione complessa su un bene vincolato. Come ho più volte detto, non ci siamo mai fermati per garantire la sicurezza del territorio, visto che la priorità della mia amministrazione è la sistemazione dei versanti a rischio. Questo sugli Archi della Ripa è un intervento di valore storico e anche sociale, visto che si intende preservare l’impianto architettonico degli Archi e anche quello che c’è sopra, ossia l’area del Duomo. Ci sono dei finanziamenti in ballo, e appena avremo il via libera, potremmo calendarizzare anche i tempi per la sistemazione dell’area».
La grossa frana, come si ricorderà, avvenne il 10 febbraio scorso. Un boato assordante ruppe la tranquillità del centro storico, e subito si pensò a qualcosa di grosso. Poi, si scoprì che un grosso masso caduto dai terreni sottostanti il duomo di San Cristoforo era rovinosamente franato sul suolo reso friabile dalle copiose piogge dei giorni precedenti. Un urto che di fatto ha “spaccato” in due le mura moderne, fotografate da tutti coloro che immortalano Barga dalla strada che porta a Renaio. Gli Archi della Ripa furono realizzati nei primi degli anni '30 dall'allora podestà barghigiano Morando Stefani, e voluti da Mussolini come opera di consolidamento del versante della Ripa, ampia porzione di centro storico. La decisione venne presa anche dopo il terribile terremoto del 1920, che danneggiò severamente il Duomo: proprio lavorando al restauro di quest’ultimo ci si rese conto che la ripa sulla quale appoggiava era formata da terra argillosa e che sarebbe servito un consolidamento per evitare lo scivolamento a valle.
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