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Lucca

Cinque minuti per arrivare al S. Luca

Cinque minuti per arrivare al S. Luca

È il tempo impiegato dalle ambulanze nel corso della seconda prova per il trasferimento dei malati dal Campo di Marte

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LUCCA. Per arrivare al San Luca la colonna di mezzi ha impiegato in media meno di 5 minuti. E’uno dei dati emerso dalla seconda esercitazione per la verifica dei percorsi e dei tempi di spostamento in vista del trasferimento nel nuovo ospedale.

Sono stati provati anche degli “arresti”, da parte di alcuni equipaggi, raggiunti dall’automedica per un simulato aggravamento delle condizioni del paziente trasportato (in uno di questi casi l’ambulanza in questione ha impiegato 5 minuti in più ad effettuare il tragitto). Variabile, in base alla degenza assegnata (terapia intensiva, sub-intensiva, degenza chirurgica, degenza medica, medicina d’urgenza), il periodo di tempo intercorso tra l’arrivo alla camera calda del pronto soccorso - dove questa volta è giunta la maggior parte delle ambulanze - e quello alla stanza di ricovero. Ad esempio un (finto) paziente destinato alla terapia intensiva, quindi con una patologia ad alta complessità, è passato dalla barella dei volontari al letto di degenza circa 7 minuti dopo l’arrivo dell’ambulanza al pronto soccorso.

Come sempre accade in questi casi, al termine dell’esercitazione si è svolto un debriefing (la valutazione finale del processo) nella sede della centrale operativa del 118, in cui gli operatori dell’Asl 2 insieme alle associazioni di volontariato hanno analizzato le indicazioni emerse.

“E’ stata una prova tecnica importante – evidenzia il responsabile della macrostruttura ospedaliera e della task force per il nuovo ospedale Luca Lavazza, che ha coordinato le operazioni insieme al direttore del dipartimento di emergenza urgenza e responsabile del trasferimento Ferdinando Cellai – perché abbiamo simulato tutto il percorso: dal letto del paziente al Campo di Marte al letto del paziente al San Luca. Oltre alla completezza delle operazioni, rispetto alla precedente prova dell’8 marzo, segnalo anche la presenza di molti più operatori della nostra azienda, alcuni dei quali hanno partecipato su base volontaria (non erano stati direttamente coinvolti), a dimostrazione del loro attaccamento al lavoro, della loro dedizione e del loro desiderio di sapere e di essere partecipi del processo. Questa seconda esercitazione è stata pensata proprio per testare in maniera specifica i percorsi sanitari interni al nuovo ospedale e per questo sono state simulate anche alcune anomalie, come il funzionamento non corretto di un ascensore.

«Il terzo giro delle ambulanze ci è servito in particolare per provare il trasferimento nell’orario di uscita delle scuole.Pur consapevoli di alcuni disagi creati alla popolazione in questa giornata di esercitazione, ricordiamo che si tratta di momenti fondamentali di pianificazione e condivisione, che servono perchè il trasferimento avvenga poi senza problematiche di rilievo».

Un’ultima prova generale si svolgerà nel corso del mese di aprile.

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