Il Tirreno

Lucca

Arrestati due pusher minorenni che spacciavano fuori dalla scuola

di Luca Tronchetti

Due studenti di Lucca e Pistoia sorpresi dai carabinieri con 260 grammi nascosti negli zainetti Altro stupefacente trovato dietro la grancassa della batteria della sua casa. Lo choc dei genitori

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LUCCA. Non ci volevano credere i genitori dei due pusher minorenni dalla doppia personalità - ottimi studenti e spacciatori di marijuana - quando i carabinieri hanno suonato al citofono delle loro abitazioni per effettuare le perquisizioni domiciliari seguite all’arresto dei due ragazzi. Increduli e choccati, incapaci di reagire a una mazzata che può cambiare la vita ai loro figli. Accade a Lucca, ma potrebbe accadere ovunque. Il fenomeno dello spaccio di stupefacenti tra minorenni è in costante aumento. Prova ne sia che i due scolari avevano attorno otto compagni di scuole cittadine diverse (lucchesi e pistoiesi, sette minorenni e un maggiorenne) che sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori abituali di oppiacei. Da oltre un mese i carabinieri di San Concordio monitoravano il comportamento dei ragazzi all’ingresso e all’uscita delle scuole secondarie superiori. Partendo dalla stazione ferroviaria sino all’ingresso degli istituti.

L’arresto. Soldi facili in tasca, ragazze al seguito, inviti alle feste e cellulari sempre «bollenti» con sms utilizzati per ordinare le dosi per gli spinelli. È così che i carabinieri in borghese hanno identificato e arrestato due studenti: un diciassettenne della provincia di Pistoia e un sedicenne della periferia cittadina. Adolescenti senza apparenti problemi familiari uniti dalla passione per la musica. I militari li hanno bloccati e costretti ad aprire gli zainetti: dentro non c’erano i libri di storia o quelli di musica. Ma due sacchetti avvolti dalla stagnola, uno più piccolo e l’altro più grande. In tutto 260 grammi di marijuana. Avevano già pronte le dosi in base agli ordinativi per gli otto amici.

La confessione. All’inizio la solita storia. «È la prima volta», «La droga ce l’ha data un tunisino incontrato alla stazione», «Non sappiamo nemmeno come si fanno le dosi». Balle. A casa del sedicenne infatti i militari trovano una bilancina di precisione e tre trita-marijuana. La mamma dello studente non crede ai suoi occhi. E lo choc dei genitori è ancora più forte quando, a casa del diciassettenne di Quarrata, prima ancora che i carabinieri perquisiscano la sua stanza, lo studente va a prendere altri tre sacchetti di plastica al cui interno ci sono 270 grammi di marijuana proveniente dalla Calabria e con un principio attivo elevato. Erano occultati in vasi da confettura nascosti dietro la grancassa della sua batteria, lo strumento che usa da anni facendo parte di una piccola band musicale.

Il valore dello stupefacente. Tra quella trovata negli zainetti e quella nell’abitazione di uno degli studenti i carabinieri di San Concordio sequestrano mezzo chilo di marijuana. Dalla vendita i due studenti avrebbero potuto ricavare al massimo 4mila euro. E con quei soldi avrebbero poi dovuto pagare il fornitore che potrebbe essere individuato a breve dagli inquirenti. In sostanza il guadagno sarebbe stato minimo. E, stando ai carabinieri, sarebbe servito per acquistare lo stupefacente per sè ed offrirlo ai compagni durante le feste. Adesso i due minorenni si trovano reclusi nel carcere minorile di Firenze a disposizione della procura.

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