Apprensione nelle banche del gruppo Carige
LUCCA. Apprensioni nel mondo bancario in vista del prossimo consiglio di amministrazione della capogruppo Banca Carige, in programma giovedì 27, e nel quale ci sarà l’approvazione del progetto di...
LUCCA. Apprensioni nel mondo bancario in vista del prossimo consiglio di amministrazione della capogruppo Banca Carige, in programma giovedì 27, e nel quale ci sarà l’approvazione del progetto di bilancio oltre alla presentazione del temuto piano industriale.
Le parole che da tempo circolano negli ambienti economici e finanziari sono sostanzialmente due: incorporazioni ed esuberi.
Il timore è che nel piano di ristrutturazione richiesto d Banca d’Italia alla capogruppo Carige di cui fa parte anche la Banca del Monte, oltre all’annunciato aumento di capitale da 800 milioni, rientri anche un piano di esuberi e una “razionalizzazione” da precisare.
A Carrara ad esempio si teme una perdita di peso specifico dell’istituto bancario cittadino, la locale Cassa di Risparmio che fa anch’essa parte del gruppo Carige: fra i rumors, di tutto di più, anche la fusione e quindi l’eliminazione del consiglio di amministrazione della Crc Carrara (ma anche delle altre banche controllate dal gruppo genovese, cioé la Cassa di Risparmio di Savona e la Banca del Monte di Lucca), in nome di tagli e risparmi.
A Carrara, come del resto a Lucca, ad oggi nessuno ha parlato esplicitamente di incorporazione ed esuberi: il punto è che Banca d’Italia fra i suoi rilievi ha chiesto maggiore razionalizzazione, e questa, tradotto in termini pratici, con debita gradualità potrebbe essere anche di evitare gli oneri dei Cda. Carige deve gestire il peso di una forte espansione, ma i fondamentali sono sani.
Dalla Cassa di Carrara comunque assicurano che ci sono contatti con le Fondazioni di Lucca e Savona, socie delle banche del gruppo Carige, per valutare il da farsi e adottare una strategia comune.
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