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Lucca

«Tassa di soggiorno per la promozione»

«Tassa di soggiorno per la promozione»

Albergatori Confesercenti infuriati per gli ultimi ritocchi e per la mancanza di strategie del Comune

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LUCCA. «Siamo stupiti e delusi per la proposta di modifica della tassa di soggiorno». E’ duro il commento del presidente degli albergaori della Confesercenti, Andrea Martinelli, che aggiunge: «Mentre stiamo attendendo chiarimenti sul come e dove il Comune intende investire l’importante gettito, invece di presentarci dati e strategie per il futuro, ci viene presentata ad inizio stagione una proposta di modifica della modalità di applicazione della tassa che risponde soltanto agli obiettivi di semplificare la vita agli uffici del Comune, senza valutare l’impatto sulle strutture. Come già accaduto lo scorso anno. Ormai il 2014 è impostato. Molte camere sono state vendute, i programmi con i gruppi e i tour operator sono stati fatti. Si tratterebbe – come è successo a molti lo scorso anno – di dover rimettere di tasca le differenze. Per non contare poi il cambiamento del software che è anch’esso un costo, la formazione del personale. E per quale motivo? Per semplificare il lavoro di controllo degli uffici del Comune? Ma se la tassa di soggiorno la gestiamo interamente noi per conto del Comune, comunicandola, incassandola, rendicontando e versando. Almeno i controlli si possono organizzare per farli? O dobbiamo fare noi anche quelli?.

«Sia chiaro – prosegue Martinelli – il tema evasione è un pretesto. Siamo i primi che chiediamo che tutti paghino. Vorremmo che pagassero anche i turisti che soggiornano nelle case private. Siamo noi ad essere penalizzati. Ma le modalità di controllo ci sono. E intanto si vadano a stanare quelli che non hanno versato neanche un euro. I nomi li hanno, chiedano il riscontro delle fatture. E il controllo è fatto. Il problema è un altro. . Il budget della tassa è inferiore alle aspettative del Comune e per far quadrare i conti ne servono di più? Non certo per il turismo dove ancora i programmi non ci sono. Dopo un anno non si è chiarita la destinazione di questa tassa. Prima di ogni cambiamento deve essere condivisa la strategia per lo sviluppo turistico, dove si investono i soldi e soprattutto come si spendono. Sono anni che il Comune viaggia a vista su questo comparto. Non ci vengano a dire che 460.000 euro sono pochi e ne servono 700 mila. Per fare cosa? Chiediamo al sindaco di cambiare rotta. Sospendiamo queste modifiche. Mettiamoci intorno a un tavolo per progettare le politiche del turismo e definire i progetti che servono a crescere. Poi pensiamo ai correttivi. E intanto andiamo a cercare chi non ha pagato il conto».

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