Capannori insegna le buone pratiche a tutta l’Italia
CAPANNORI. Il “modello Capannori”, che ha già fatto scuola, diventerà un documento a cui altri enti, ma non solo, possono fare riferimento per imparare le buone pratiche. La metodologia, le azioni e...
CAPANNORI. Il “modello Capannori”, che ha già fatto scuola, diventerà un documento a cui altri enti, ma non solo, possono fare riferimento per imparare le buone pratiche. La metodologia, le azioni e gli strumenti tecnici che l’amministrazione ha adottato per Rifiuti Zero e per il bilancio socio-partecipativo, ma anche per la scuola, infatti, diventeranno linee guida a disposizione di enti, associazioni e cittadini in un documento facilmente scaricabile dal sito di Uni (Ente nazionale italiano di unificazione), che svolge attività normativa in tutti i settori. Ieri la prima riunione che ha aperto ufficialmente il tavolo di lavoro, che vede coinvolto anche lo Studio Sgrò che coordinerà il progetto e redigerà il documento entro metà maggio.
Un modello che ha delle linee guida che a sua volta è la sintesi di “modelli” o diventati un riferimento nella gestione dei rifiuti, nella partecipazione e nella scuola.
«Abbiamo l'ambizione d pensare che questo modello diventi riferimento anche per l'Europa, sotto la supervisione dell'Uni che è una garanzia assoluta. E non ci fermiano qui, queste sono cose già fatte per Capannori, l documento andrà arricchito continuamente con buone pratiche innovative»” sottolinea Del Ghingaro. “La prassi di riferimento – spiega Ruggero Lensi di Uni – è una nuova forma utile a codificare, trasferire e far conoscere le buone pratiche: «“La scuola è un altro ambito di vanto per l’amministrazione, Capannori si è sempre distinta per il particolare modello scolastico – spiega l’assessore Lara Pizza – incentrato sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni, istituti e genitori».
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