Il Tirreno

Lucca

Una domenica di lavoro per il neo ministro

Niente relax per Stefania Giannini a cui arriva l’appello dei lavoratori ex Isu: non tagliateci lo stipendio

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LUCCA. Non è stata una domenica di stacco e di riposo prima di tuffarsi nel suo incarico di ministro dell’istruzione e dell’università.

Per Stefania Giannini quella di ieri è stata una giornata scandita da telefonate, incontri e riunioni. Lavoro da fare ce n’è tantissimo, a iniziare «da una serie di appuntamenti al ministero - racconta l’ex rettore dell’università per gli stranieri di Perugia - che mi terranno impegnata a lungo».

Dunque, niente passeggiata in centro o sulle Mura per il neo ministro, che era attesa da tante persone per festeggiare la nomina della prima ministro donna lucchese. Avrà modo, più avanti, di brindare con gli amici più cari. Ora deve pensare alle prime grane, a cominciare dalla polemica con la Flc Cgil che giudica lo stop agli scatti di anzianità per gli insegnanti «fuori della realtà». Una querelle nata dopo un’intervista nella quale il ministro parlava della possibilità di blocco degli automatismi. «Queste idee meritocratiche, queste vecchie impostazioni di stampo gelminiano non tengono conto della realtà, ovvero che il contratto nazionale della scuola è bloccato dal 2006 e che gli stipendi degli insegnati italiani sono tra i più bassi d'Europa», commenta il segretario generale della Flc Cgil Domenico Pantaleo.

Intanto sulla pagina Facebook di Stefania Giannini arrivano appelli a prendere in considerazione la situazione difficile di altre figure che operano nel mondo della scuola.

«Signora Ministro sono un lavoratrice ex lsu in servizio nelle scuole con mansioni di pulizia - scrive Annamaria Sabatino - Mi auguro lei sia la persona giusta che finalmente risolverà la nostra situazione. Presto servizio da diciannove anni nella scuola, come lei sa dal primo marzo io e i miei colleghi saremo sospesi dal servizio oppure ridotti a uno stipendio di 400 euro al mese io vorrei sapere come fare per vivere avendo un marito e due ragazzi disoccupati. Ci aiuti lei visto che questa è l'ultima speranza x noi ex lsu...non ci deluda!!!! Buon lavoro...».

Altro appello da Mirella Allevato: «Onorevole ministro lei fa parte di un governo il cui presidente del Consiglio ha messo come uno dei primi punti del suo programmi il lavoro. Bene non iniziate mandando a casa i circa 11 mila lavoratori ex lsu scuola o riducendo il loro stipendio del 50 per cento. Aiutateci. La politica non resti sorda al grido di aiuto di noi lavorator». (d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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