La Corte dei conti apre un’inchiesta sulla riscossione Ici
Pescaglia, nel mirino l’affidamento all’azienda “Esse-in” L’opposizione: 760mila euro incassati, al Comune le briciole
PESCAGLIA. La Corte dei Conti ha aperto una istruttoria sull’affidamento del servizio di verifica dell’Ici da parte del Comune di Pescaglia alla società “Esse-in”. Lo ha annunciato il vicesindaco Sandra Paoli nel corso del Consiglio comunale che si è tenuto ieri mattina in risposta a una interpellanza del gruppo di minoranza “Idee in movimento” presentata nel mese di dicembre scorso.
Al Consiglio comunale erano presenti, per la prima volta, un elevato numero di cittadini “chiamati” dal gruppo di opposizione che nei giorni precedenti avevano tappezzato il territorio comunale con un volantino dove richiedeva la loro presenza perché «al Consiglio comunale il sindaco risponderà, anche a nome della giunta e di tutti i suoi assessori, all’interpellanza presentata dal gruppo consiliare di opposizione circa il compenso di 250mila euro corrisposto ai dipendenti comunali per gli accertamenti Ici degli anni dal 2005 al 2010 compresi. Il sindaco e la giunta tutta dovranno spiegare ai cittadini come mai di 760mila euro incassati, al netto dei pagamenti ai dipendenti e alla ditta che si è occupata dell’accertamento, sul territorio tornano soltanto 169mila euro. La giunta dovrà spiegare anche come mai si è affidato l’incarico alla ditta, pagata ben 350mila euro senza effettuare nessun bando di gara al fine di spuntare il miglior prezzo possibile».
In particolare, proprio su quest’ultimo punto il vicesindaco Paoli ha affermato che è aperta un’istruttoria alla Corte dei Conti ma che l’affidamento era stato dato perché «l’attività di accertamento Ici era urgente in quanto affidando l’incarico con trattativa diretta si poteva accelerare i tempi ed evitare la prescrizione che sarebbe intervenuta da lì a breve».
Per quanto riguarda invece la prima interpellanza, quella relativa ai soldi che i dipendenti comunali hanno preso come progetto in più quindi allo stipendio mensile, il Comune ha ammesso l’errore ed ha annunciato che è già stato avviato l’iter per riavere indietro i soldi da coloro che li hanno incassati senza averne titolo.
L’opposizione però non si è dichiarata soddisfatta delle risposte fornite dalla maggioranza e in particolare il capogruppo Massimiliano Bernardini ha affermato che «la verifica su questi compensi andava fatta prima che venissero dati. Richiedere indietro i soldi è quindi una ammissione di colpa. Dimostra la incompetenza totale della giunta che non ha vigilato sugli atti compiuti dai propri dipendenti.
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