Il Tirreno

Lucca

Viale Castracani, ingorghi quando aprirà il San Luca

di Flavia Barsotti
Viale Castracani, ingorghi quando aprirà il San Luca

Preoccupati residenti e commercianti: «Le code sono già all’ordine del giorno, cosa succederà quando arriveranno flussi aggiuntivi per il nuovo ospedale?»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Cosa succederà nel già ingolfatissimo viale Castracani quando sarà aperto il nuovo ospedale? Come si risolverà il problema dei due incroci semaforici tra il sottopasso e la circonvallazione, causa di code continue già oggi? Tra i più preoccupati sono i titolari di molte attività di viale Castracani e i residenti: temono che, proprio su questo tratto già interessato da code e rallentamenti, finisca, ben presto, per essere convogliato il traffico di una grande fetta della città, da e per il San Luca, ambulanze comprese.

Perplessità confermate dalla verifica che abbiamo fatto nelle fasce orarie più dense di traffico.

Viale Castracani ore 7,45. Alle alle 7,45, arrivando dalla circonvallazione, restiamo bloccati in fila per lo scattare del rosso proprio ad uno di quei due semafori a lungo criticati da chi, ogni giorno, vive a contatto con questi problemi. «Qui è sempre un caos – commenta Giuseppe Bonin, titolare di Foto Digital Discount –. E’ necessario intervenire con sistemi che smaltiscano i flussi di traffico, magari installando una rotonda e, contemporaneamente, stabilendo sensi unici». A preoccuparlo, l’intensa circolazione anche in relazione ai diversi attraversamenti pedonali, in prossimità dei quali, racconta, spesso gli automobilisti si trovano ad inchiodare all’ultimo momento. Continuando il monitoraggio, scattato il verde, procediamo lentamente nel nostro senso di marcia senza particolari intoppi. Raggiunta la rotonda, i veicoli coinvolti in una lunga coda sulla via vecchia Pesciatina, iniziano ad impegnarla, favorendo la formazione di una seconda fila, seppur più breve, anche dei mezzi che arrivano da viale Castracani.

L’ingorgo delle 8. Alle 8, la corsia in direzione centro storico appare del tutto ingolfata e la auto incolonnate per un tratto consistente. Intanto, due camion intenti a scaricare la merce per alcune attività, sostano sulla carreggiata, così come diverse automobili appartenenti ai genitori che accompagnano i propri figli a scuola.

Sosta problematica davanti alla scuola. Alle 8,30, mentre il via vai non accenna a calare, il problema si fa più evidente. In prossimità del sottopasso, contiamo tre mezzi fermi a creare disagio. Le doppie frecce segnalano l’ostacolo, mentre i bambini scendono frettolosamente accompagnati da mamma o papà. Un saluto veloce, ma intanto si forma l’ingorgo. Macchine, camion e addirittura autobus, tentano di allargarsi per aggirarli, mentre i veicoli nel verso opposto sono costretti a rallentare o a fermarsi per evitare il contatto. Alle 8,45, in parte la situazione migliora.

Ore 12,45. Alle 12,45 il traffico appare meno ingolfato, ma il passaggio dei veicoli ancora incessante. Alle 13, altre auto sostano sull'asfalto in attesa della campanella, sebbene il tutto appaia meno caotico della mattina.

Il caos delle 18. Riproviamo alle 18, quando le code si registrano soprattutto nella seconda parte di viale Castracani, quello diretto verso la rotonda e quindi verso il San Luca. «Ci capita spesso di sentire le lamentele dei clienti – affermano dall'edicola Baldassarre – il sottopasso ha soltanto due corsie, una delle quali è spesso bloccata. Come farà l’ambulanza in questi casi a raggiungere in poco tempo il pronto soccorso?». Nemmeno il sottopasso soddisfa le aspettative. Troppo stretto, tanto da mandare tutto in tilt per un semplice tamponamento. «Quando decisero di procedere con i lavori avrei preferito il progetto concorrente – dice Gianfranco Pulitini di OvoPasta –. Scelsero questo per motivi economici, ma adesso i nodi vengono al pettine. Diversamente, il traffico sarebbe stato gestito meglio e anche un’eventuale ambulanza avrebbe raggiunto il San Luca con più facilità». Fra loro, c’è però anche chi, ne fa un problema più grosso. «L’ospedale non doveva sorgere in quel punto – sostiene Monica Cei dall'edicola Asterisco – per non parlare di tutte le altre questioni ad esso legate. La viabilità a Lucca è sempre stata critica e un ospedale assediato dai passaggi a livello, non vedo come possa essere una buona idea». Molti i residenti ad immaginare che, una volta attivo il San Luca, in diversi sceglieranno viale Castracani per raggiungerlo ed aggirare l’ostacolo della ferrovia. «Dal centro ai quartieri della zona sud e ovest tutti passeranno di qui – afferma uno di loro –. Temo che la circolazione resterà paralizzata, i valori dell’inquinamento saliranno e noi ne faremo le spese, sia da cittadini che da potenziali pazienti del San Luca per i quali, anche pochi secondi potranno risultare vitali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani