Meteo
Chiesto il processo per la gang di picchiatori
Quattro ragazzi non ancora ventenni accusati del pestaggio di un quarantenne vicino ai centri sociali
BORGO A MOZZANO. Il sostituto procuratore Aldo Ingangi ha chiuso l’inchiesta sul pestaggio avvenuto nel luglio 2013 fuori dagli stand dove si stava svolgendo la festa della birra a Borgo a Mozzano. Vittima delle botte Marco Milianti, 44 anni, residente a Fornoli di Bagni di Lucca, noto come il «Mago G» per via di quella felpa della nota casa di dolciumi Galbusera che indossava negli anni Ottanta ai giochi della gioventù. A pestarlo provocandogli lesioni giudicate guaribili in 30 giorni dei medici dell’ospedale una gang di picchiatori che in Media Valle si sarebbe resa protagonista di altre imprese del genere. In particolare la vittima e le indagini svolte dai carabinieri sotto l’egida della procura della Repubblica hanno portato all’individuazione di quattro giovanissimi - due dei quali si sono fatti interrogare alla presenza dei loro legali negando l’addebito - accusati di lesioni gravi. Si tratta di ragazzi della Media Valle che frequentano palestre e che s’ispirerebbero al disciolto gruppo ultras dei Bulldog. Alcuni sarebbero tifosi della Lucchese.
Stando al racconto di Marco Milianti - parte lesa nel procedimento penale e assistito dall’avvocato Tiziana Bertagni - sarebbe stato avvicinato da un gruppo di ragazzi che lo avrebbero blandito acclamandolo e facendogli una serie di complimenti. Manifestazioni d’affetto che avevano particolarmente colpito quel giovane che non farebbe male a una mosca e che da tempo lavora a mezzo servizio in un’azienda florovivaistica di Pian di Coreglia. Quei ragazzi sapevano che «Mago G» era vicino ai centri sociali di Lucca e Pisa tanto che l’hanno tempestato di domande. In particolare gli chiedevano se conosceva Emanuele Pardini, 33 anni, di S. Anna, il giovane inseguito in auto nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 febbraio 2007 e colpito con pugni e calci sino a ferirlo con una coltellata da una squadraccia dei Bulldog. Lui aveva risposto che quel giovane lavorava in Norvegia. A quel punto, pensando di aver di fronte degli amici, Miliante aveva chiesto un passaggio per tornare a casa. Ma uscito dal cancello del campo sportivo di Borgo a Mozzano dove si svolge la festa della birra era stato preso alle spalle e colpito alla testa e poi da una gragnuola di cazzotti. Crollato a terra era stato preso a calci in faccia sino a quando non aveva perduto conoscenza. Riavutosi dopo un po’ era riuscito da solo ad arrivare sino al pronto soccorso dove aveva denunciato l’aggressione subita. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google