Senza lavoro? Lanciamo un nuovo locale
L’esperienza di due giovani: «Era inutile guardare la crisi dal divano di casa, col Seed Club ci siamo reinventati»
LUCCA. «Era inutile guardare la crisi dal divano di casa. Dovevamo fare qualcosa, reagire, reinventarci». Sono ancora una volta due giovani lucchesi, Martino Masciadri 25 anni e Luca Baiocchi 26, a dare un segnale forte, a scegliere di provarci nonostante le difficoltà del momento. Pur avendo già fatto i conti con la recessione, quando Luca, che lavorava per un’azienda di impianti satellitari per yacht, è stato licenziato, hanno deciso di mettersi in gioco in prima persona. L’occasione, è arrivata ad agosto, quando il locale di viale Carlo Del Prete, da prima conosciuto con il nome di Velvet e poi diventato The Tube, ha chiuso i battenti.
«L’idea è venuta spontanea – spiega Martino – siamo sempre stati legati a questo posto dove, in passato, abbiamo organizzato eventi musicali. Ci siamo detti che il momento di fare da soli, fosse arrivato e, dopo esserci affidati ad enti regionali per ottenere le garanzie necessarie alle banche, abbiamo rilevato l’attività».
Un ambiente dal volto del tutto nuovo, giocato, in parte sulla filosofia del riciclo creativo, con una serie di pancali di legno sovrapposti a costituire la consolle, le vecchie poltroncine di un cinema lucchese per l’antibagno, le lampade da scrivania appese alla parete per diffondere una luce soffusa. Intorno, a fare da sfondo, l’opera, realizzata appositamente dall'artista Teo Moneyless, conosciuto a livello mondiale nell'ambito della street art, insieme al quadro di “Antu”, ragazzo lucchese con l’amore per l’arte contemporanea e ai disegni, dati in conto vendita, firmati da un tatuatore. A fare da padroni, il grigio, il nero e il bordeaux per creare l’atmosfera adatta ad ospitare musicisti locali emergenti, ma anche affermati Dj di fama internazionale. «Volevamo offrire a questa città quello che, a nostro parere, le è sempre mancato a livello di intrattenimento. – affermano i due titolari –. Troppe volte siamo stati costretti a cercare in altre zone, come Pisa e Firenze, un posto dove vedere qualcosa di nuovo e di originale. Siamo partiti da qui, immaginando di offrire uno spettacolo diverso per invertire le parti, perché fosse la gente di fuori a trovare da noi quello che altrove non c’è».
Certi del loro obiettivo, si sono da subito adoperati per stilare un calendario di eventi appetibili. «Per citarne alcuni, il 22 febbraio saranno con noi i Kalibandulu, tra i migliori Sound System a livello europeo. Il 4 aprile, sarà ospite la band ska “White Overproof”, il 12 aprile, avremo Dj Double S, uno dei più bravi nell'ambito hip hop, mentre l’8 maggio calcherà il nostro palco Walshy Fire, membro dei Major Lazer, in una delle sue due date esclusive in Italia» dichiarano. Mentre lavoravano all'allestimento interno e all'organizzazione delle serate, non potevano fare a meno di pensare al nome da attribuire all'esercizio. «Nell'arco di pochi mesi, abbiamo cambiato idea quasi ogni giorno. Cercavamo qualcosa di impatto, facile da pronunciare, che restasse impresso nella memoria – spiega Martino Masciadri –. Una sera mi sono affidato a Wikipedia senza seguire un e criterio. Cliccavo a caso su ogni parola calda che appariva in cerca dell’ispirazione. Ad un certo punto, mi sono imbattuto in una pagina in cui compariva il gruppo anni 60-70, “The Seeds”. Allora mi è venuta l’illuminazione: “Seed Club” era perfetto. L’ indomani, l’ho proposto a Luca che ha accettato entusiasta». Un nome inglese, questo, che tradotto significa “seme” e che sarà anche di buon auspicio per la crescita del progetto. «La speranza è quella di riuscire a creare un’opportunità, per noi e per il pubblico che può ascoltare musica di qualità in un locale al coperto».
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