Il presidio
«Per il nuovo terminal bus i soldi di piazzale Verdi»
LUCCA. Adottare una più economica, e subito realizzabile, operazione di restauro e valorizzazione del Piazzale quale Parco della Rimembranza (intervenendo su illuminazione, arredo, piantumazione,...
LUCCA. Adottare una più economica, e subito realizzabile, operazione di restauro e valorizzazione del Piazzale quale Parco della Rimembranza (intervenendo su illuminazione, arredo, piantumazione, cordoli, asfalto) che sarebbe possibile utilizzando una parte (500.000 eruo) dei fondi destinati al progetto originario e utilizzare la parte residua degli stessi fondi (circa un milione 700 mila euro) per completare subito progetto e realizzazione del terminale autobus allo scalo merci, attrezzatura strutturale utile per tutta la città e per il territorio. E’ questa la richiesta rivolta al Comune da Italia Nostra Lucca, Fai, Legambiente,Wwf , Amici dei Musei, Associazione Parco S. Anna, comitati Lucca Est e per una Sanità Migliore, Lucca Bene Comune, Salviamo il Paesaggio, Stop al Consumo di Territorio, Vivere il Centro Storico. Per queste associazioni nell’intervento in corso ci sono «non può essere ignorato il ruolo urbanistico assunto da questa area con l'apertura di Porta S.Anna (1910), un'area che non può tornare ad essere il Prato del Marchese. E poi c'è il complesso del Parco della Rimembranza, vincolato ex lege, e gli stessi alberi che lo compongono, legati ai nomi dei singoli caduti della Grande Guerra. Ci sono i vincoli delle arcinote presenze archeologiche e ora anche la valutazione di possibili carenze procedurali, di cui si sta occupando la magistratura».
Per le associazioni, il progetto più volte modificato fa sì che vediamo il Parco della Rimembranza «che necessitava di indubbi ripristini e restauri,, stravolto da lavori iniziati e pressoché fermi. Il terminale degli autobus già smembrato che, in attesa del definitivo trasferimento allo scalo merci, dovrà passare provvisoriamente al parcheggio Carducci. Un passaggio che poteva essere evitato: frutto di una carenza di programmazione, che comporterà “dilapidazione” di denaro pubblico. I lecci non potranno essere trapiantati ove previsto e attendono, per il momento indenni, il proprio destino da un quarto progetto tutto da definire. Immaginabile che anche residenti e commercianti del centro storico attendano di conoscere se, quando e come, finirà l’assetto della circolazione del piazzale. La società che gestisce il trasporto pubblico è in attesa di sapere come articolare il servizio all’utenza, gli orari, i tragitti, le turnazioni».
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