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Lucca

Il mercato riparte dal tetto lavori in dirittura d’arrivo

Il mercato riparte dal tetto lavori in dirittura d’arrivo

Budget di quattro milioni per iniziare la riqualificazione della storica struttura Le categorie chiedono al Comune indirizzi precisi per imbastire progetti mirati

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LUCCA. Nel giro di settimane, via al rifacimento del tetto. Una volta terminati i lavori, nel giro di due mesi l’obiettivo è dare vita alle attività di filiera corta nei fondi del complesso attualmente dismessi.

È il punto di snodo per la rivitalizzazione del Carmine, come è emerso - parole del sindaco Alessandro Tambellini - ieri nel corso della riunione che si è svolta nella sala degli Specchi di Palazzo Orsetti. Oltre al sindaco, c’erano l’assessore allo sviluppo economico Giovanni Lemucchi e l’assessore alle finanze Enrico Cecchetti. Per le categorie economiche erano presenti, oltre ad una delegazione di operatori del mercato, Confesercenti, Camera di Commercio, Confcommercio. Ance Lucca, Cna, Confartigianato, LegaCoop, Cia e Coldiretti, Asl.

«È necessario avviare il progetto di recupero, guardando anche all’immediato oltre che al lungo periodo - spiega Tambellini -. È importante iniziare a rivitalizzare il Carmine, renderlo un punto centrale della vita cittadina per creare circuiti virtuosi di sviluppo e attrattività. Entro gennaio - aggiunge - possiamo impegnare un milione di euro, cifra non esaustiva di tutte le necessità, ma fondamentale per dare il via al progetto di recupero e riqualificazione e avanzare per gradi».

Stop all’empasse. Lemucchi ha illustrato il percorso fin qui compiuto dall’amministrazione, sottolineando come da un punto di vista economico-finanziario il recupero del Carmine sia «un’operazione complessa con incerti ritorni per eventuali investitori. Vista la scarsa attrattiva per i privati, l’amministrazione intende uscire da questo empasse intervenendo con fondi pubblici e della Fondazione Crl per raggiungere l’obiettivo di recupero in tempi ragionevoli. L’amministrazione può contare su 3 milioni messi a disposizione della Fondazione Cassa di Risparmio. Anche la Regione è stata coinvolta per definire ulteriori risorse e si vogliono attivare anche finanziamenti europei».

Preminente la vocazione agricola- alimentare. Sul piatto anche la destinazione futura del Carmine per il progetto di riqualificazione complessiva. Riguardo l’utilizzo l’amministrazione prevede attività legate in particolare alla valorizzazione dell’identità del territorio lucchese. «Vogliamo seguire - prosegue Lemucchi - la direzione che ha la condivisione piena della città. Occorre concretizzare idee sul futuro del Carmine, un contenitore che dovrebbe tornare ad assumere quella valenza storica e identitaria che ha rappresentato in passato per la nostra città. Sazio ai prodotti del territorio, agricoli e artigianali ma non solo. Dobbiamo fare del Carmine un luogo di passaggio obbligato per il turista, come lo è piazza Anfiteatro. Non solo per il turista, il complesso dovrebbe diventare luogo dove trascorrere un pomeriggio».

Le categorie: «Azioni concrete». Dal dibattito, alla presenza di tutte le categorie economiche, è emersa la necessità di promuovere subito azioni concrete per dare contenuti nuovi e attrattivi al mercato per renderlo un contenitore strategico in grado di portare ritorni sul territorio. Sono arrivate anche proposte per fare squadra tra associazioni di categoria per accompagnare l’amministrazione nella progettazione del futuro. È stato rivolto all’amministrazione l’invito a dare indicazioni il più possibile precise sulle funzioni future del mercato per imbastire progetti mirati. La prossima riunione è fissata nella seconda metà di marzo. Si parlerà di come all’aggiornamento sui lavori del tetto, l’utilizzo nell’immediato dei fondi a disposizione da abbinare a verifiche di fattibilità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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