Il Tirreno

Lucca

Legge elettorale, bocciati i nuovi collegi

di Luc a Cinotti
Legge elettorale, bocciati i nuovi collegi

Da destra a sinistra molte perplessità: «Si uniscono territori con problemi e caratteristiche troppo diverse»

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LUCCA. Lo spezzatino-Italicum non va giù ai politici lucchesi. L’ipotesi dei nuovi collegi elettorali, con Lucca collegata alla Versilia e Massa e Capannori inserita in una strana creatura che va da Carrara a Pistoia, è accolta con riserve di vario tipo e grado sia da destra che da sinistra. Al di là dell’eccessiva eterogeneità dei territori, infatti, c’è una paura ben precisa: che Lucca, la Piana e la Valle rischino di rimanere “sottorappresentate” in un futuro parlamento eletto con questo sistema e questa “geografia”.

I due maxicollegi. L’Italicum prevede grossi collegi che eleggano, per la Camera, da tre a sei deputati sulla base di liste “bloccate” presentate dai partiti. L’ipotesi di suddivisione geografica parte dall’accorpamento dei vecchi collegi uninominali della legge Mattarella. Su questa base, Lucca sarenne insieme alla Versilia e a Massa, mentre Capannori e la Piana confluirebbero insieme alla Valle del Serchio in un’area che va da Carrara e dalla Lunigiana fino a Pistoia, passando per Montecatini Terme.

Le reazioni. Molto cauto Patrizio Andreuccetti, segretario territoriale del Partito democratico: «Il progetto andrà visto nel dettaglio. Certo, c’è il rischio spezzatino, che può portarsi dietro un rischio di rappresentatività». Con territori così ampi (e con un numero di parlamentari da eleggere non altissimo) c’è insomma la possibilità che alcuni territori non vedano loro rappresentanti entrare a Montecitorio.

Ma Andreuccetti parla anche di opportunità, soprattutto se ci saranno le primarie per scegliere i candidati da inserire nelle liste: «La Valle del Serchio è un territorio sempre molto attivo in questo tipo di consultazioni. La cosà importante è che ci sia un’interlocuzione con il territorio dopo l’approvazione della legge e un’approfondita discussione interna anche nel nostro partito».

Più duro il commento di Giuseppe Del Carlo, consigliere regionale dell’Udc: «È una pura follia. Non si può pensare di mettere insieme Capannori con Carrara, è come unire il diavolo e l’acqua santa. Ci deve essere una contiguità territoriale che porta a un’unità di temi e problemi: servizi, infrastrutture, sanità, sociale. Si tratta di una proposta avanzata in maniera abborracciata, bisognava avere un confronto anche con le Regioni. Credo che comunque non possa arrivare in fondo, congegnata in questa maniera».

Di soluzione «completamente fuori da ogni logica» parla anche Mauro Macera, consigliere comunale di Forza Italia a Lucca. «Si mescolano situazioni completamente differenti - ragiona Macera -: spero davvero che possa essere riesaminato e che comunque gli esponenti delle forze politiche presentino emendamenti per migliorare questa proposta».

Una persona che si intende di collegi e di sistemi elettorali è Piero Angelini, ora consigliere comunale ma per tre volte deputato, eletto con il proporzionale puro della Prima Repubblica in una circoscrizione che comprendeva all’epoca Lucca, Massa Carrara, Pisa e Livorno. Ma per l’ex parlamentare democristiano non è tanto una questione geografica: «La cosa importante - dice Angelini - è il sistema elettorale: con le preferenze si sceglievano i deputati. Con questa proposta di legge non si fa altro che perpetuare le liste bloccate del “Porcellum”: è una cosa che, evidentemente, interessa a Berlusconi e a Renzi. Quest’ultimo, infatti, cerca di ottenere un sistema presidenziale o semipresidenziale senza cambiare la costituzione, ma garantendosi una maggioranza forte di parlamentari nominati. Ma d’altra parte in Toscana siamo stati ideatori del porcellum con la legge per le regionale voluta da Verdini, Martini e Rossi. E ora è proprio Verdini ad aver trattato con Renzi per questa proposta».

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