Il Tirreno

Lucca

Il bagnino seviziava le ex fidanzate

di Luca Tronchetti
Il bagnino seviziava le ex fidanzate

Lucca: condannato a 5 cinque per avere recluso nella sua casa e poi ferito con le forbici due ragazze

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LUCCA. Regge l’impianto accusatorio davanti al giudice dell’udienza preliminare e l’ex fidanzato- stalker viene condannato in abbreviato a cinque anni di reclusione (il pm Aldo Ingangi ne aveva chiesti sei) e al pagamento di una provvisionale di 35mila euro. Non solo. L’ex bagnino-cameriere-barman - 24 anni, residente nella periferia cittadina - il 29 gennaio dovrà sottoporsi all’incidente probatorio per l’altra vicenda che lo vede protagonista e riguarda una presunta violenza sessuale aggravata con sequestro di persona nei confronti di una ragazza di 17 anni residente a Follonica e conosciuta a luglio 2013 in spiaggia.

Le accuse. L’imputato è presente in aula accompagnato dal suo legale. L’accusa nei suoi confronti è pesantissima: violenza sessuale, sequestro di persona, stalking, lesioni aggravate, violenza privata e maltrattamenti sull’ex fidanzata e su una vecchia fiamma. L’inchiesta - diretta dal sostituto procuratore Sara Polino e affidata ai carabinieri di San Concordio guidati dal maresciallo Vincenzo Finocchi - è durata diversi mesi e nei confronti del giovane stalker il giudice Giuseppe Pezzuti emise prima dell’estate 2013 un provvedimento di divieto che impediva al cameriere-bagnino di avere un qualsiasi contatto con l’ex fidanzata e con l’altra giovane con la quale in passato aveva avuto un legame affettivo. Provvedimento decaduto e non più reiterato.

Aggressività e pervicacia. Dagli elementi raccolti dai militari l’imputato faceva stendere sul letto l’ex fidanzata - una studentessa universitaria lucchese poco più che ventenne - e con le forbici le tagliuzzava i vestiti arrivando a procurarle leggere ferite alle gambe e alle braccia. In punti identici a quelle riportate e ormai cicatrizzate dell’altra giovane lucchese - non costituitasi parte civile - che in passato aveva avuto una breve relazione con il bagnino. Dagli accertamenti emersi la studentessa era succube del compagno che la teneva segregata in casa. Le veniva impedito l’accesso persino al bagno ed era costretta a fare i bisogni fisiologici in un pitale. Non solo. Stando all’accusa l’ex convivente - il rapporto durò alcuni mesi - l’avrebbe costretta a disertare anche il funerale della nonna. Negli ultimi mesi del 2012 il rapporto del giovane imputato si fece sempre più aggressivo. Anche a livello sessuale come dimostrerebbero i lividi su varie parti del corpo e un filmino girato durante un amplesso contro la volontà della studentessa. Alla ragazza veniva impedito di mangiare e di studiare visto che l’ex convivente le aveva strappato pagine di appunti e di libri vietandole di proseguire gli studi e imponendole una rigida disciplina alimentare tale da farla diventare praticamente anoressica. Per gli investigatori il cameriere-bagnino l’aveva praticamente plagiata annientando la sua personalità e facendola diventare un oggetto di sua proprietà: una bambolina.

Pene pecuniarie. L’imputato resta ai domiciliari per il secondo episodio, quello della presunta violenza sessuale sulla minorenne. Nella vicenda trattata ieri in udienza camerale il giudice Alessandro Dal Torrione riconosce una provvisionale di 25mila euro alla studentessa universitaria e di 5mila euro ciascuno ai genitori della ragazza costituitisi parte civile tramite l’avvocato Simona Selvanetti. L’avvocato difensore, Veronica Nelli, attende le motivazioni della sentenza per il ricorso in Appello.

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