«Non fate morire la Pugilistica è un’autentica palestra di vita»
LUCCA. «Per noi non è solo boxe, è qualcosa di più. Ridateci la palestra e fateci allenare». L'appello, rivolto alla città e all'amministrazione comunale, arriva da due giovani atleti della...
LUCCA. «Per noi non è solo boxe, è qualcosa di più. Ridateci la palestra e fateci allenare». L'appello, rivolto alla città e all'amministrazione comunale, arriva da due giovani atleti della Pugilistica Lucchese. Grazie al pugilato, dicono, «abbiamo cambiato la nostra vita. Per noi è tutto: la nostra casa, la nostra famiglia, la palestra dove impariamo a combattere, ma soprattutto dove impariamo a vivere». Danzano, Edison e Florian. E vincono. Saltellano, colpiscono veloci, riflettono e ringraziano. Hanno diciassette anni, sono gemelli e vengono dall'Albania, da un villaggio situato a qualche chilometro di distanza da Korça (Coriza in italiano). Arrivati a Lucca nel giugno del 2011, sono stati inseriti nella Comunità per minori stranieri non accompagnati “Carlo Del Prete”; da subito hanno frequentato la Pugilistica: scuola la mattina, «c'era il diploma di terza media da prendere», e allenamenti quasi tutte le sere allo stadio. A piedi o in bicicletta, acqua o sole non importa. Poi a marzo 2012 è arrivato il primo incontro, le prime vittorie e le soddisfazioni continue. Ora sono nella categoria youth 64 kg, in squadra con altri dieci giovani atleti.
«Con la boxe – racconta Lucia Taddei, educatrice della Comunità – i due ragazzi sono cambiati radicalmente. All'inizio non accettavano le regole, avevano difficoltà a comunicare con noi educatori, con gli altri ragazzi della struttura e anche con i compagni di scuola. Si sentivano spaesati, catapultati in una realtà completamente diversa dalla loro, con attenzioni e impegni nuovi». È stata lei a voler rendere pubblica questa bella storia sportiva e umana, per raccontare quanto sia importante per la città una realtà come la Pugilistica, ora che l'associazione è finita in mezzo alla vicenda contatori e convenzioni.
«Dal 20 dicembre ci sono problemi – spiegano i due atleti – siamo arrivati all'allenamento e abbiamo trovato la catena alla porta che conduce agli spogliatoi, ai servizi e al quadro di accensione dell'illuminazione della palestra. Al rientro dalle vacanze, abbiamo ritrovato la stessa situazione con la palestra di nuovo al buio. Tra poco riparte il campionato, abbiamo degli incontri importanti in programma, tra cui anche uno in Germania e uno in Romania, ma se non ci alleniamo come facciamo? Siamo in tanti ad usufruire di quella palestra: ci sono gli agonisti, come noi, gli amatori e i bambini. In tutto saremo in una cinquantina, rappresentiamo una realtà importante per lo sport, locale e non solo». E in effetti la Pugilistica lucchese, che dal 1978 si trova all'interno dello stadio comunale, ogni anno regala le sue emozioni: solo nel 2013 sono stati 120 i combattimenti disputati in giro per l'Italia. (n.d.)
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