Il Tirreno

Lucca

Il campo nomadi sede fittizia per la vendita di auto on line

di Luca Tronchetti
Il campo nomadi sede fittizia per la vendita di auto on line

Tre rom indagati dalla polizia stradale per essersi intestati 218 veicoli poi piazzati in Italia o all’estero Tra i denunciati anche un romeno accusato di reperire le vetture per una banda dedita a furti e rapine

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LUCCA. Il campo nomadi di via delle Tagliate era diventato la sede legale di tre attività di compravendita on line di auto. Il tutto senza che in realtà risultassero attività d’impresa in quell’area dove si trovano gli accampamenti dei sinti. Niente uffici, sedi o veicoli che potessero ricondurre a una compravendita di macchina e furgoni. Le tre imprese erano intestate ad altrettanti romeni: uno di 27 e un altro di 28 entrambi residenti a Saltocchio e un terzo già finito in manette per un inchiesta della polizia denominata «Falange Macedone» e legata a furti e rapine commessi da una banda di nomadi del campo di Coltano. Si tratta di Ion Goman, 39 anni, che lo scorso ottobre finì anche in carcere (ma l’ordinanza di custodia cautelare venne annullata dal tribunale della Libertà) con l’accusa di curare gli aspetti logistici della gang reperendo le auto utilizzate dal gruppo criminale nei loro raid in mezza Toscana: da Lucca a Massarosa, da Livorno a Montecatini. La scoperta delle intestazioni fittizie ha portato alla denuncia a piede libero da parte della polizia stradale dei tre romeni a cui complessivamente sono state contestate 221 violazioni amministrative per un’ammontare di 115mila euro. La prima conseguenza delle violazioni amministrative sarà la cancellazione dal pubblico registro automobilistico (Pra) delle intestazioni delle vetture interessate a cui verrà inibita la circolazione.

Imput ministeriale. Un’indagine, quelle sulle intestazioni fittizie di autoveicoli, voluta dal ministero accortosi dell’esistenza di gruppi di persone che risultavano proprietari di un numero ingente di veicoli. L’inchiesta quindi nasce dalla necessità di arginare il fenomeno delle intestazioni fittizie in grado di consentire al reale utilizzatore del veicolo di restare sconosciuto consentendogli di eludere sanzioni e, nei casi di reati di varia natura, di non essere collegabile all’automobile utilizzata o eventualmente coinvolto in incidenti stradali con fuga. Sono in corso anche approfondimenti sui veicoli in questione - di varia tipologia e cilindrata - alcuni dei quali coinvolti in episodi illeciti sul territorio nazionale o sottoposti a sequestro perché circolanti con polizze assicurative falsificate.

Modus operandi. Dagli accertamenti della polizia stradale le tre imprese, intestate ai cittadini romeni indagati, compravano (in taluni casi attraverso vari raggiri o episodi di ricettazione) le macchine intestandosele e rivendendole all’estero (Romania) o in Italia. Sulla carta i romeni risultavano svolgere regolare attività di compravendita di automezzi on line o a mezzo giornali e telefono. E risultavano intestatari di 218 veicoli in merito ai quali non sapevano fornire indicazioni sugli effettivi utilizzatori. Di certo c’era che quelle auto non erano nella loro disponibilità.

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