Il presidio
Oggi il via ufficiale ai saldi Senza l’incubo-bancomat
LUCCA. Partono oggi, ufficialmente, i saldi. E partono senza lo spauracchio-bancomat: la norma che avrebbe imposto l’obbligo di accettare pagamenti “elettronici” per ogni cifra superiore ai 30 euro è,...
LUCCA. Partono oggi, ufficialmente, i saldi. E partono senza lo spauracchio-bancomat: la norma che avrebbe imposto l’obbligo di accettare pagamenti “elettronici” per ogni cifra superiore ai 30 euro è, nei fatti, non attiva. Come spesso avviene in Italia, infatti, la legge (nello specifico il decreto Crescita-bis del 2012) che imponeva di fatto il bancomat a tutti i negozi e professionisti è “monca” dei decreti attuativi. Che - fra le altre cose - dovrebbero prevedere anche le sanzioni per chi non è in regola. E così i saldi potranno partire senza questa ulteriore incognita.
Intanto, Confcommercio tira i bilanci delle vendite di Natale: rispettate le premesse, c’è stata una tenuta rispetto al Natale 2012, ma i fasti del passato restano un ricordo lontano.
Lo spiega Vittorio Melecchi, commerciante del settore abbigliamento e presidente provinciale di Federmoda Confcommercio: «L’andamento registrato è lo stesso da alcuni anni e certi picchi registrati a Natale tempo addietro sono ormai un pallido ricordo. La mia analisi personale è che stia scomparendo, nella nostra clientela, il cosiddetto ceto medio: a mantenere il fatturato per adesso sono gli acquisti più costosi». Marzia Toni, presidente provinciale di Federottica Confcommercio, coglie un ulteriore aspetto: la netta preferenza della clientela per un regalo “necessario” rispetto ad uno per così dire “superfluo”. «Dopo un novembre pessimo lo shopping natalizio si è rivelato in linea con quello del recente passato, anche se abbiamo registrato un deciso spostamento negli acquisti, in particolar modo dagli occhiali da sole a quelli da vista o “tecnici” come quelli per la pratica sportiva». Federico Lanza, presidente del Consorzio centro commerciale Città di Lucca di Confcommercio, nonché operatore del settore calzature, commenta così: «Siamo in linea con gli ultimi due anni ma stiamo pur sempre parlando di un periodo molto negativo, ragion per cui c’è poco da essere allegri. Vero è che le aspettative non erano certo rosee, motivo per il quale i dati registrati non c’hanno colto di sorpresa».
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