Il Tirreno

Lucca

Nuova fabbrica Kedrion, via libera dal consiglio

di Nicola Bellanova
Nuova fabbrica Kedrion, via libera dal consiglio

Approvato all’unanimità l’atto di indirizzo che garantirà sulle autorizzazioni Un anno per realizzare lo stabilimento, previsi 70-90 nuovi posti di lavoro

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BARGA. Da settanta a novanta posti di lavoro creati in loco. Delocalizzazione? No, grazie. In tempi in cui tante aziende italiane decidono di spostarsi all'estero per trovare manodopera a buon mercato e un fisco più leggero, la Kedrion opta una politica inversa.

Entro un anno, questa la scadenza presa ad impegno dalla multinazionale farmaceutica controllata dalla famiglia Marcucci, bisognerà iniziare i lavori per il nuovo stabilimento di Castelvecchio Pascoli, che realizzerà un nuovo farmaco che dal 2017 dovrà essere commercializzato prevalentemente negli States. Per raggiungere questo obiettivo ambizioso, occorrono alcuni importanti passaggi burocratici.

Il consiglio comunale di Barga, ha chiuso il primo, quello forse meno incisivo, ma politicamente più importante: l'approvazione all'unanimità dell'atto di indirizzo per la realizzazione di un nuovo sito per la produzione di immunoglobuline. Un atto non di semplice ratifica, ma un modo per garantire le successive autorizzazioni di Asl, Arpat, ed uffici del Ministero della Salute. Tradotto in soldoni, assunzioni a pioggia per vari tipi di figure.

Tutti, tra i banchi di Palazzo Pancrazi, hanno dato parere favorevole alla realizzazione del progetto, che consentirebbe a regime di dare ossigeno alla Valle, tramite nuovi posti di lavoro. In Kedrion sono impiegati oltre 600 dipendenti tra i due siti di Castelvecchio (dove hanno sede gli uffici amministrativi) e Bolognana, stabilimento dedito alla produzione di emoderivati. E ci lavorano interi nuclei familiari di Barga e dintorni, nonché gente proveniente da tutto il mondo, a conferma che l'azienda è per l'appunto in grande espansione, specie dopo gli investimenti all'estero e la sistemazione degli assetti societari dopo l'ingresso del nuovo fondo di investimento controllato dal ministero dell'Economia.

Il sindaco Marco Bonini non ha lesinato ottimismo: «I tempi sono a dir poco stretti ma gli spazi per arrivare ad avviare lo stabilimento con il gennaio del prossimo anno ci sono e per questo non deve mancare il massimo impegno di tutte le istituzioni, comune di Barga in primis, a fare in modo che l’iter burocratico e procedurale vada avanti il più speditamente possibile». L'ostacolo più grosso è la modifica della zonizzazione acustica, necessaria per poter avere l'autorizzazione. Ma si confida di far presto, e avviare i lavori. E ora, tutti pronti, curriculum alla mano, per entrare tra "i magnifici settanta" che prima o poi potrebbero varcare le porte del nuovo sito produttivo. Che, comunque, aprirebbe, se tutto andrà bene, nel 2015 o giù di lì. Quindi, sarà una questione che verterà la sfera del futuro sindaco di Barga.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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