Fiaccolata di Lucca United davanti alla sede al buio
I 420 soci manifesteranno oggi alle 18,30 per ricordare alla città l’incresciosa situazione nella quale si sono venuti a trovare per il contenzioso tra la Lucchese e il Comune
LUCCA. Un brindisi all’anno nuovo a lume di candela, o di fiaccole, davanti alla sede di Lucca United nel piazzale di fronte alla curva ovest dello stadio. È con questa iniziativa, un po’ goliardica, che i 420 soci di Lucca United hanno deciso di riportare oggi, alle 18,30, all’attenzione della città la paradossale situazione che li vede, senza colpa alcuna, privi della corrente elettrica staccata dalla società della Lucchese per ritorsione contro presunti mancati impegni da parte del Comune. Una telenovela che ormai va avanti dallo scorso fine settimana e che lascia allibita l’opinione pubblica che, giustamente, si chiede se siano questi i modi e i comportamenti che possono contribuire a fare del Porta Elisa un punto di approdo per le famiglie,con recupero di presenze, e a riportare piano piano la squadra ai fasti del passato.
C’è davvero da rimanere di stucco di fronte allo scambio di accuse di questi giorni tra il presidente rossonero, Andrea Bacci, e l’amministrazione comunale: il primo chiede al Comune il rispetto dei tempi per gli impegni presi in relazione ai contributi che la società rivendica; la seconda contesta gli atti unilaterali e i modi con cui la Lucchese porta avanti la sua ritorsione anche a fronte della disponibilità di risolvere il contenzioso in via amichevole, senza però indicare tempi precisi. Nel bel mezzo del braccio di ferro finisce Lucca United che si trova le saracinesche sbarrate (sono azionate elettronicamente) e non può utilizzare la sede sotto la curva ovest, che pure fa parte di una diversa e specifica convenzione con il Comune. Saltata la cena di beneficenza (e stupisce che Bacci non si sia reso conto del dissenso che a Lucca, capitale del volontariato, può suscitare una scelta del genere), Lucca United si trova anche con il sistema di allarme disattivato. «Ci auguriamo che i cimeli contenuti dal museo non vengano toccati – dice il presidente Stefano Galligani –. Intanto non possiamo non rilevare la scarsa considerazione, per usare un eufemismo, che la società rossonera dimostra nei confronti dell’azionariato popolare e dei 420 aderenti a Lucca United, una parte più che consistente della tifoseria. Abbiamo acquistato a nostre spese il marchio storico cedendo alla società ad uso gratuito per cinque anni, abbiamo realizzato un museo che ci invidiano anche sodalizi di categorie superiori, portiamo avanti iniziative sociali, culturali e benefiche, proviamo a riavvicinare la gente al Porta Elisa. Ma evidentemente il nostro sforzo non interessa. Noi non vogliamo entrare nel merito del contenzioso tra Lucchese e Comune, ma nemmeno vogliamo essere usati come strumento di pressione». Sconcertati, a buon diritto, sia per il fatto che la Lucchese continua a lasciarli al buio, sia per l’incapacità della amministrazione comunale di risolvere la questione una volta per tutte, i soci di Lucca United manifesteranno oggi - festosamente nella forma, ma molto duramente nella sostanza - tutto il loro disappunto. Intanto valutano possibili azioni legali.
Felice per la piega che ha preso la vicenda non è nemmeno uno dei membri del Cda rossonero, Moreno Micheloni:
«Non tutti siamo d’accordo con il presidente, al quale evidentemente non è stato fatto capire bene in quale realtà si opera a Lucca. Certi modi qui proprio non vanno, anche se si ha ragione. Ha il 51% della società, ma si comporta come se avesse il 99%. La decisione di staccare la corrente a Lucca United non trova affatto d’accordo me ed altri azionisti lucchesi, che però siamo minoranza. Il presidente ha agito di sua iniziativa, senza chiedere il parere del Cda. Lo avesse fatto, avremmo quanto meno fatto presenti le nostre perplessità». In attesa di soluzioni, tifosi e semplici cittadini si interrogano su quale futuro ci possa essere per la Lucchese squadra. Con un paio di acquisti azzeccati potrebbe tornare nel calcio che conta, ma certo è che scontri e polemiche tra società, Comune e gruppi di tifosi rischiano di vanificare ogni sforzo. E di allontanare dallo stadio.
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