Il Tirreno

Lucca

Riuso, parte la campagna Caritas con due nuovi punti di raccolta

di Rossella Lucchesi

Mobili, abbigliamento, oggetti per la casa, piccoli elettrodomestici riutilizzabili saranno portati da Lammari e Pontetetto alla struttura che sarà pronta nel mese di marzo a Coselli

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LUCCA. «Quando un oggetto può raccontare un’altra storia è Daccapo. Perché gli oggetti hanno più di una vita e quando la si ri-usa acquistano ancor più valore». Recita così la campagna promozionale sul riuso solidale promossa dalla Caritas dell’arcidiocesi di Lucca con la onlus Ascolta la mia voce, cui aderiscono i Comuni di Lucca e Capannori e le aziende di gestione dei rifiuti operanti sui rispettivi territori. Il progetto prevede l’apertura dal prossimo marzo di una grande struttura in località Coselli, dove potrà convergere tutto ciò che non ci serve più, ma che, riadattato e riparato, per qualcuno può ancora essere utile. Dai mobili all’abbigliamento e calzature a oggetti per la casa, giochi, piccoli e grandi elettrodomestici e quant’altro si trovi ancora in uno stato di salute accettabile per essere risistemato e riutilizzato. Un antidoto contro una crisi dilagante che investe soprattutto le fasce medio-basse della società che rischiano di precipitare nell’indigenza. Le basi ci sono già, i volontari si stanno attivando e il sostegno delle istituzioni è assicurato. Tutto pronto quindi per dare il via a una rete di solidarietà che passa da un sistema integrato per il recupero dei beni destinati a diventare rifiuti e che invece da gennaio saranno selezionati per poi essere riutilizzati. Ci saranno due punti di raccolta, il primo dei quali è già attivo a Lammari, presso la stazione Ascit, mentre il secondo, attiguo a quella di Pontetetto, andrà a regime da febbraio. La merce ancora ben conservata verrà quindi rielaborata e pulita, andando poi a finire in quello che sarà chiamato l’Emporio di Coselli, dove ci si potrà rivolgere per il ritiro. Gratuito con la possibilità di restituire qualche ora di volontariato per i cittadini in condizioni di disagio economico segnalati dai servizi sociali e dai centri di ascolto Caritas e a prezzi di solidarietà per gli altri. Il ricavato sarà poi reinvestito nel funzionamento del sistema. «Un’iniziativa lodevole che mi auguro possa avere grande successo e proseguire nel tempo, perché inserita un progetto educativo» osserva l’arcivescovo Italo Castellani. Il progetto, che vede Lucca come città apripista in Italia, in parte è già sperimentato nella stazione ecologica di Lammari dove, segnala il sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro negli ultimi tempi si è purtroppo allungata la fila di coloro che per assenza di risorse chiedono oggetti e mobili usati. Il rifiuto visto quindi anche come mezzo ideale di solidarietà, aggiunge il sindaco Alessandro Tambellini convinto che una solida catena tra chiesa, volontariato e istituzioni possa fare molto per il prossimo. Teoria condivisa dalla responsabile Caritas Donatella Turri e dai presidenti di Sistema Ambiente e Ascit, Matteo Romani e Maurizio Gatti.

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