Il Tirreno

Lucca

Buoni lavoro contro la povertà Il Comune stanzia 60mila euro

di Nicola Nucci

I voucher sono riservati a disoccupati che per tre mesi opereranno in associazioni di volontariato L’assessore Gabriele Bove: «Invece di sussidi a pioggia, diamo risorse in cambio di una prestazione»

3 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Sessantamila euro trasformati in “buoni lavoro” per combattere la povertà. Il Comune di Capannori, dopo la dote dei lavoratori, vara il nuovo progetto “lavoro conveniente”, una nuova misura per superare gli interventi di tipo assistenzialistico attivando percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Ad ognuna delle undici associazioni sono assegnati dei voucher di 10 euro (7,50 euro netti) per i soggetti che saranno stati selezionati rigorosamente dal centro Punto Insieme sulla base del reddito ed altri parametri e poi impiegate nei settori delle pulizie, lavori artigianali (ad esempio imbiancature e cucito), facchinaggio ed assistenza alla persona. Un totale di 6mila ore lavorative che saranno utilizzate dalle associazioni per dare occupazione alle persone che avranno i requisiti. Ad oggi sono state individuate dieci persone che prenderanno parte al progetto, altre saranno individuate nelle prossime settimane.

A beneficiare dei voucher saranno cittadini residenti a Capannori in età attiva ed abili al lavoro che per cause legate alle condizioni di salute o socio-economiche sono disoccupati, inoccupati, persone in lista di mobilità, in cassa integrazione o lavoratori a basso reddito che si rivolgono al Comune per ottenere un contributo economico. Il periodo di lavoro sarà di 3 mesi per consentire una rotazione e quindi di usufruire di questa opportunità al maggior numero possibile di persone. Le associazioni utilizzeranno i buoni per dare lavoro alle persone individuate da un’apposita commissione tecnica comunale, su segnalazione dello sportello di solidarietà civile Punto insieme al quale ci si deve rivolgere, oppure alle associazioni, ma sarà comunque lo sportello comunale a decidere se le persone hanno o meno i requisiti.

Un sostegno concreto ed un momento di socializzazione ed esperienza per imparare abilità e capacità lavorative, oltre alle finalità sociali di recupero e rafforzamento dell’autostima, stimolando le attitudini individuali e garantendo protezione economica alla famiglia con disagio.

Le associazioni del terzo settore sono Caritas di Capannori (Centro di ascolto), Caritas Diocesi di Lucca, Caritas di S. Leonardo in Treponzio, Caritas di Segromigno (Centro di ascolto), Cooperativa Odissea, Cooperativa Sociale “Il Castello”, Croce Verde P.A. di Guamo, Gruppo Volontari Accoglienza Immigrati, Misericordia di Capannori, Misericordia di Marlia, Misericordia di S. Gemma di Camigliano.

«Un progetto altamente innovativo di welfare attivo che vuole portare un cambiamento nelle politiche di contrasto alla povertà, purtroppo in crescita anche nella nostra realtà. Anziché sussidi e contributi a pioggia per le fasce più deboli diamo risorse in cambio di una prestazione lavorativa - afferma l’assessore alle politiche sociali, Gabriele Bove –un progetto che si inserisce in altri interventi adottati dal Comune come i contributi economici, agevolazioni tariffarie per la Tia e le altre utenze domestiche, buoni spesa, distribuzione di generi alimentari per la prima infanzia attraverso il progetto Pappe e non solo, contributo in conto affitto, sostegno alla frequenza della scuola dell’obbligo, asili nido e materne».

La crisi colpisce duro anche a Capannori. Sono stati 443 gli nterventi del Comune nel primo semestre 2013, un aumento del 136% rispetto al secondo semestre 2012 (187) e di ben il 397% rispetto al primo semestre dell'anno scorso (89). E la spesa del primo semestre è stata di 98.491 euro, salita dell’ 80% rispetto al secondo semestre 2012 (54.412) e del 548% rispetto al 1° semestre 2012 (17.941).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino