Il Tirreno

Lucca

Il punto “Ecco fatto”? A Montefegatesi non si è ancora visto

di Chiara Lammari
Il punto “Ecco fatto”? A Montefegatesi non si è ancora visto

Doveva essere aperto a fine estate, ma i tempi sono slittati I ragazzi del servizio civile sono stati “spostati” in Comune

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BAGNI DI LUCCA. Non hanno più voglia di aspettare e perciò hanno deciso di scrivere una lettera al Comune di Bagni di Lucca per avere spiegazioni in merito al caso del punto “Ecco Fatto”, il centro servizi che sarebbe dovuto divenire operativo a fine estate. A prendere carta e penna i cittadini di Montefegatesi preoccupati dal fatto che lo sportello, ideato per sopperire alla chiusura dell’ufficio postale, non sia invece ancora aperto.

«Con la presente – si legge nella lettera –, la popolazione vuole render nota la propria amarezza riguardo a come viene affrontata la situazione di “Ecco Fatto”. Sono passati infatti molti mesi dalla sua probabile apertura e, dopo un primo capibile periodo di ritardo, adesso la questione inizia a farsi preoccupante». Fino ad ora, continuano gli abitanti, «non eravamo intervenuti, credendo che certi rinvii fossero giustificabili ma i ragazzi scelti per lavorare ad “Ecco Fatto” sono ormai quasi 2 mesi (pagati effettivamente dal 10 Ottobre) che vengono fatti lavorare all'interno del Comune a causa del ritardo nei lavori (da parte del Comune) e nei finanziamenti (da parte dell'Uncem)».

Finora, spiegano i firmatari, «a Montefegatesi abbiamo visto solamente una volta, per poco più d'un ora, i ragazzi in servizio. Crediamo, con il massimo rispetto per tutti i coinvolti, che imbustare lettere per il Comune non sia l’occupazione per cui sono stipendiati. I ragazzi del Servizio civile sono infatti stati scelti per lavorare nel “Progetto Ecco Fatto”, vista la chiusura della posta avvenuta lo scorso anno e la lontananza da molti servizi fondamentali per la popolazione».

Lo scorso mese, scrivono i cittadini, «avevamo richiesto che i ragazzi venissero accompagnati a Montefegatesi per presentarsi alla popolazione, credendo che conoscere i paesani con un “porta a porta” sarebbe stato importante per la riuscita futura del progetto; stiamo ancora aspettando all'uscio». Secondo noi, conclude la missiva, «sarebbe opportuno che i ragazzi pagati dalla Regione potessero già effettuare i servizi per gli anziani del paese come ci era stato detto: accompagnarli a fare le visite, portarli a riscuotere la pensione in banca e così via».

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