Premiati i vincitori del concorso legato alla prevenzione dall’Aids
Le scuole viareggine hanno sbaragliato il campo nell’ambito del progetto promosso dal Ceis in collaborazione con le Asl 2 e 12. Si sono misurati sul tema duecento studenti delle superiori
LUCCA. Le scuole viareggine hanno fatto man bassa di premi nel progetto-concorso “Ultim'ora” imperniato sulla prevenzione e informazione riguardo all'Aids e promosso dal Ceis in collaborazione con le Asl 2 e 12 e numerosi altri enti. Circa duecento studenti di quattro istituti della provincia si sono misurati sulle problematiche della malattia, concludendo con la realizzazione di un articolo e di uno spot il percorso di conoscenza e approfondimento fatto in classe durante lo scorso anno scolastico. Hanno partecipato l’Ipia Giorgi e l’Isa Passaglia di Lucca, il liceo scientifico Galilei di Castelnuovo e il liceo scientifico Galilei di Viareggio. Proprio gli studenti di quest'ultima scuola si sono aggiudicati il primo premio sia nella sezione scrittura con l'articolo “La parte amara dello zucchero” sia nell'audiovisivo con “Siamo tutti uguali”. Al secondo posto “L'alfa e l'omega della sindrome da Aids” scritto dai ragazzi del Passaglia e “Fallo per te”, realizzato ancora dagli studenti viareggini. Terzi gli alunni castelnovesi con l'articolo “L'Aids una malattia silenziosa” e il Passaglia con lo spot “Un sorriso per la vita”. A loro sono andati buoni viaggio, tablet e libri, mentre le scuole hanno ricevuto stampanti, monitor e vocabolari. Menzione, poi, per i lavori del Giorgi e per quelli di altri ragazzi degli istituti coinvolti. Per tutti un mese gratis in palestra e un kit sicurezza per la bici. Nei prossimi giorni gli articoli e i video premiati verranno diffusi e pubblicizzati su Il Tirreno, La Nazione, Fare tv, Lo Schermo, Noi Tv e Rete Versilia, media partner del progetto. La cerimonia si è tenuta nella sala Tobino di Palazzo Ducale ieri, in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids. Un momento di festa, ma anche di riflessione. In particolare sulla diffusione, ancora a livelli preoccupanti, dell'Aids. Nel 2013, infatti, sono stati 17 i nuovi casi di infezione da Hiv in provincia, il doppio rispetto all'anno scorso. In maggioranza maschi, età media 40 anni, la gran parte di loro si è presentata in ospedale già in fase avanzata di malattia, senza aver mai fatto il test. Ed è proprio l'accesso tardivo al test a preoccupare maggiormente. «Se le moderne terapie garantiscono una buona qualità di vita dei pazienti - sottolinea Michele De Gennaro, medico del reparto infettive dell’ospedale di Lucca – , ciò non significa che bisogna abbassare la guardia. L’accesso tardivo al test e l’aumento dei casi dimostrano la scarsa percezione del rischio: un fenomeno allarmante, perché l’insufficiente conoscenza della misure preventive rimane un fattore determinante nella diffusione della patologia». E nell’ultimo decennio è cambiato in maniera significativa il tipo di trasmissione, oggi quasi esclusivamente per via eterosessuale. «Questo vuol dire – conclude il medico - che l’Hiv può interessare chiunque”.
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