Il Tirreno

Lucca

Aumentano i poveri che si rivolgono alla Caritas di Barga

di Nicola Bellanova
Aumentano i poveri che si rivolgono alla Caritas di Barga

Inaugurato il Centro servizi alla presenza dell’arcivescovo Oltre 200 persone seguite nei primi sei mesi del 2013

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BARGA. Tanta umanità, dignità, e integrazione spontanea senza le strumentalizzazioni e contaminazioni della politica. Questi gli elementi di una serata particolare vissuta martedì dalla comunità pastorale di Barga, in compagnia dell’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, tornato all’oratorio del Sacro Cuore per la sua visita pastorale nell’enclave pisana in territorio lucchese. L’occasione dell’inaugurazione del Centro Servizi della Caritas, ha confermato come, da queste parti, la crisi morde forse meno che altrove, ma la gente che si rivolge agli sportelli dell’associazione diretta dal proposto di Barga, monsignor Stefano Serafini, aumenta sempre più.

Nel corso dell’incontro tra l’arcivescovo e gli operatori della zona, infatti, si è evidenziata la crescita esponenziale dei pasti forniti dalla Caritas barghigiana, da sempre molto attiva su questo fronte. Infatti, un’indagine statistica curata dalla Curia pisana, ha tracciato un trend preoccupante: se nel 2011 sono stati serviti oltre cento pasti, nel 2012 erano poco più che raddoppiati, e al giugno di quest’anno (quindi senza contare le tante emergenze occupazionali nate dopo l’estate) siamo già a 225. Il “target medio” che si rivolge al Centro Caritas in via Pietro Funai è composto ancora in prevalenza da stranieri, con difficoltà lavorative e magari famiglia numerosa. Gli italiani, ma soprattutto gli autoctoni, si affacciano timidamente, vincendo vergogne e paura di giudizi impietosi.

Gli sforzi delle decine di volontari che si alternano nelle cucine e nei centri d’ascolto per fornire assistenza e anche solo una buona parola, sono stati riconosciuti da monsignor Benotto: «In un mondo che va alla rovescia qui si costruisce il futuro. Il volontariato diventa servizio d’amore perché porta a costruire qualcosa, mentre l’individualismo è infecondo. Eventi come questo devono essere di esempio, perché la carità è uno strumento che lega, non divide». Anche monsignorSerafini è conscio del ruolo delicato che la Caritas riveste in questo periodo: «Questa inaugurazione inserita nella visita pastorale è importante per tutta la comunità, perché rafforza il valore della Caritas come servizio che risponde ai bisogni di tanta gente, e sperando di avere sempre forze e risorse per poter continuare a compiere questo servizio, il mio impegno è rivolto a diffondere e sviluppare questo aspetto caritativo, che in questo momento diventa fondamentale». Oltre ai due religiosi, alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il vicesindaco di Barga, Alberto Giovannetti e soprattutto Emanuele Morelli, direttore della Caritas Diocesana di Pisa: «Le richieste di aiuto crescono in maniera esponenziale. C’è un sensibile aumento di famiglie italiane, cosa che in passato non avveniva. Molti hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità, tanti hanno sottovalutato la crisi. Ma soprattutto cresce il popolo degli espulsi dal mercato del lavoro, fatto spesso di gente con studi elevati». Ma se a Barga, spesso i vicini si sostituiscono alla Caritas, suggellando quel “patto sociale di prossimità” che nelle piccole comunità diventa decisivo, nei grandi centri la realtà è diversa: «È diffusa una scarsa percezione delle difficoltà. E a noi tocca evitare che lo strappo della società diventi più profondo». Al termine della cerimonia, cena italo–maghrebina nell’auditorium con la presenza di tanti ospiti del Centro Caritas e dei volontari, testimoniando un’integrazione reale tra lingue, religioni e culture diverse, ma accomunate dalla voglia di aiutarsi a vicenda.

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