Il presidio
I “sereniani” all’attacco di Bonini E Boggi prova la mediazione
Aria tesa nel Pd di Barga dopo le bordate dei sostenitori dell’ex sindaco sulla lettera degli assessori Il neosegretario: il comitato non parli di “tradimento”, non si può pensare a un duello fratricida
BARGA. In attesa di capire quando il centrodestra e il M5S barghigiano caleranno le loro carte in merito alle candidature per le prossime elezioni, tutto il dibattito politico, nelle parti del Castello, si vivacizza su due argomentazioni, che tengono banco nelle piazze e i ritrovi storici cittadini: cosa farà l’ex sindaco Umberto Sereni e come l’attuale Marco Bonini, ricandidato da tempo per un altro quinquennio allargherà il suo consenso, già ampio nel 2009 durante la sua prima corsa per la poltrona di sindaco.
Dopo la lettera degli assessori, che hanno appoggiato la ricandidatura di Bonini mettendo in calce la loro disponibilità a spendersi per la causa, i sostenitori dell’ex primo cittadino, riunitisi in un “Comitato pro Sereni”, lanciano bordate: «Non solo la lettera di sostegno della giunta è inusuale, ma piuttosto superflua e poco intelligente – afferma la portavoce Francesca Tognarelli – E’ chiaro che se la giunta non fosse stata con il sindaco, condividendone il suo operato, a quest’ora l’avrebbe fatto saltare, con l’aggravamento di ammissione di aver lavorato male. Purtroppo nel 2009 Sereni non poteva ricandidarsi, ma oggi può e perché parlare allora di tradimento se qualcuno, avendo firmato oggi quella forzata lettera, opterà poi di ritornare con Sereni se decidesse di ripresentarsi?». A stemperare e rasserenare (è proprio il caso di dirlo) il clima, è Nicola Boggi, neosegretario comunale del Pd, già calato nel ruolo: «Sono amministratore di questa comunità da quindici anni, per dieci anni a fianco del sindaco Sereni e da altri cinque con uguale orgoglio insieme all’ attuale sindaco Bonini. L’amministrazione Bonini, in un tempo estremamente complicato, ha ben operato e merita la piena fiducia per una sua riconferma. In questo progetto però c’è ancora bisogno di tutti, di tutte le migliore intelligenze della nostra comunità che da tanto ormai ben amministrano il nostro territorio, per mantenere sempre alta la guardia su tematiche centrali quali la sanità, la scuola ed il lavoro».
Quindi, un messaggio di distensione per ricompattare gli assetti, e stemperare una tensione che si taglia a fette: «Sento di invitare il comitato per la ricandidatura del professor Sereni ad astenersi dall’utilizzo ingiustificato di termini di cattivo gusto quali “tradimento” che non si confanno né alla condotta del sindaco, della giunta, come neppure a nessun altro dei protagonisti di questo percorso che ancora ritengo comune».
Lo scontro fratricida che nessuno vuole, e che agita i sonni di tanti esponenti barghigiani, è una tentazione che Boggi cerca di disinnescare: «Amo profondamente e lavoro insieme ad altri per la crescita di Barga e sono convinto che il bene della nostra comunità non possa mai passare da uno sciagurato e fratricida “duello elettorale» fra Marco Bonini ed Umberto Sereni: i nostri cittadini non capirebbero. La storia recente ci insegna quanto risultarono dolorose, sotto il profilo politico e personale, le passate lacerazioni vissute nel fronte riformista barghigiano. Ferite che si ricomposero non casualmente nel 2003 in occasione di una cerimonia commemorativa per ricordare i dieci anni dalla scomparsa del compianto Rolando Serafini, vero costruttore di ponti fra le tante anime della sinistra locale». E l’incarico che Boggi ha dato al suo predecessore, rappresenta questo sforzo: «Ho invitato Vincenzo Cardone pochi giorni fa ad impegnarsi nuovamente nel nostro partito con il ruolo di presidente dell’assemblea comunale, volendogli dimostrare concretamente che il mio avvento alla guida della Segreteria non intendeva assolutamente significare una bocciatura riguardo al suo operato».
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