Nuove regole per le piscine, turismo in allarme
Una legge regionale mette in crisi hotel e agriturismo E c’è chi pensa a chiudere o a cedere la propria attività
CASTELNUOVO. Il tessuto economico della Valle del Serchio rischia di subire un altro duro colpo. Dopo una stagione turistica difficile, a causa della crisi economica generale e del terremoto, il comparto delle strutture ricettive è spaventato e preoccupato dalle ultime disposizioni regionali riguardanti adeguamenti strutturali e gestionali delle piscine.
Una legge regionale del 2006, il cui regolamento sta per diventare esecutivo. Le strutture dovrebbero compiere investimenti importanti per mettersi in regola e così ecco che in molti pensano di chiudere la propria attività e chi ha case vacanze di venderle. L’allarme è suonato.
La normativa colpisce tutto il settore dagli alberghi agli agriturismi, dai bed&breakfast alle case vacanze, tutti coloro che hanno una piscina al servizio degli ospiti dovranno adeguarsi al regolamento. Non importa il numero di posti letto o la categoria di struttura. Si rischia così un nuovo impoverimento del tessuto economico del territorio perché molti gestori hanno già espresso la volontà di chiudere la propria attività. Chi ha case vacanze si sta rivolgendo alle agenzie immobiliari per vendere.
Il motivo, come detto, sta in una legge regionale che obbligherà gli imprenditori ad investimenti di migliaia di euro. Una parte di essi saranno legati all’impianto con necessità di perimetri particolari, misuratori ed altro e di una gestione che prevede più misurazioni di alcuni valori nell’arco di una giornata andando spesso contro a quello che è la tipologia di certe attività come agriturismi o case vacanze dove gli ospiti non vogliono certo avere presenze costanti nel loro soggiorno. Tra gli elementi di criticità della legge, spicca quello legato al ricambio dell’acqua: tra le proposte al vaglio del regolamento o quella di cambiare 70 litri al giorno per ospite o il 5% della quantità d’acqua della piscina.
Comunque la si calcoli, si tratta di un dispendio idrico molto importante, specie nella stagione estiva e, infatti, il regolamento si contraddice poco dopo “fatte salve le disposizioni per il risparmio idrico”. La legge prevede anche la fo
rmazione del personale con un responsabile tecnico ed uno della sicurezza con qualifiche da ottenere tramite un corso.
Insomma, nuove spese alle porte per un settore che in Garfagnana ha già subito una forte crisi e soprattutto per un territorio in cui certi tipi di struttura hanno una stagionalità molto ridotta.
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