I terreni di S. Donato dopo 4 anni valgono duecentomila euro
Contabilizzati per 2,2 milioni nel bilancio della Lucchese quegli 82mila metri saranno venduti all’asta il 21 gennaio
LUCCA. Ottantaduemila metri quadrati di terreno agricolo a S. Donato dove in teoria quattro anni fa doveva sorgere il nuovo stadio e che erano stati contabilizzati per 2,2 milioni nel bilancio dell’As Lucchese Libertas 1905 targata Valentini-Giuliani adesso valgono 200mila euro. È questa la modica cifra fissata dal curatore fallimentare Andrea Murri per l’asta che si terrà il 21 gennaio 2014.
E stavolta, contrariamente a quanto accaduto in precedenza con due ribassi per la vendita (poco meno di 600mila euro nel luglio 2012 e 371.600 euro maggio di quest’anno) ci sarebbero un paio di acquirenti pronti a comprare i terreni agricoli originariamente di proprietà dalla Società di Sviluppo Sportivo.
Soltanto dopo l’aggiudicazione di quel lotto e l’introito dei 200mila euro il dottor Murri chiuderà la procedura fallimentare con la ripartizione dei crediti agli aventi diritto. Al momento la curatela dispone di oltre 360mila euro e aggiunge i 200mila della vendita del lotto agricolo a San Donato con 560mila euro riuscirà a soddisfare il 30-35% della massa creditoria (il debito era di 1,7 milioni). Dipendenti e calciatori dovrebbero ottenere circa la metà del credito spettante. Per i fornitori le possibilità di ottenere qualcosa sono quasi nulle.
Per quanto riguarda l’aspetto penale della vicenda legata al secondo fallimento della Lucchese dopo quello del 2008 legato all’uomo d’affari siro-armeno Fouzi Hadj la procura sta per chiedere il rinvio a giudizio per buona parte dei dodici indagati tra dirigenti, azionisti e amministratori della società. Alcuni di loro, ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, hanno chiesto e ottenuto di farsi interrogare dalla tributaria della Guardia di Finanza - delegata delle indagini dal sostituto procuratore Piero Capizzoto - per chiarire la sua posizione nell’ambito della vicenda ed evitare la richiesta di rinvio a giudizio. E per qualcuno potrebbe esserci l’archiviazione. Altri invece giocheranno le loro carte davanti al gip o nel corso del dibattimento. Nei loro confronti, a vario titolo, l’accusa è di bancarotta semplice o bancarotta fraudolenta.
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