Il Tirreno

Lucca

Da enti e fondazioni 2 milioni a Imt

di Luca Cinotti
Da enti e fondazioni 2 milioni a Imt

La gran parte dei fondi arriva però da ministero e progetti di ricerca. Comodato gratuito per S. Francesco e S. Ponziano

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LUCCA. Quanti soldi riceve Imt? E da chi provengono? Questione all’ordine del giorno, dopo le proteste degli studenti culminate in un teso consiglio comunale, le prese di posizioni politiche e - in prospettiva - la cerimonia di apertura dell’anno accademico. La risposta è contenuta nei bilanci di Imt, Flafr (Fondazione lucchese di alta formazione) e Fondazione Cassa di Risparmio: riassumendo, si può dire che i contributi di enti e istituzioni del territorio rappresentano una parte minoritaria della dotazione di Imt, seppur consistente: oltre due milioni di euro. Ma anche che c’è un’importante serie di servizi “in natura” che riguarda i complessi monumentali che ospitano la scuola e le spese per le utenze in questi edifici.

Ministero e progetti. Le attenzioni, e le proteste, si sono incentrate sui soldi che ogni anno arrivano a Imt dal Comune: poco più di 600mila euro. Ma si tratta, in realtà, di una minima parte dei contributi dei quali gode l’istituto. «Una parte importante - spiega il direttore di Imt Alberto Bemporad - è costituita dai fondi del ministero dell’istruzione: si tratta di 5,2 milioni di euro l’anno». Perché, tiene a sottolineare Bemporad «Imt è un’istituzione pubblica, anzi pubblicissima che fa parte del sistema universitario statale nazionale». Un’altra fetta importante, che assomma a circa 3,6 milioni di euro è quella dei progetti di ricerca dei docenti: in sostanza, finanziamenti che i professori ricevono per i propri studi. «In genere - spiega Bemporad - si tratta di fondi pubblici, europei o ministeriali. Poco, invece, arriva dai privati».

La Flafr. Gli enti e le istituzioni locali non finanziano direttamente Imt. Il loro supporto, infatti, viene intermediato dalla Flafr che ha come soci fondatori Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio, Fondazione Banca del Monte, Camera di commercio e Assindustria. In totale, nel 2013 da questo canale arriveranno a Imt 2.107.000 euro, mentre 530mila andranno a Campus e altre 619mila ad altre attività.
La dotazione della Flafr è costituita dai contributi dei soci: gli accordi prevedevano quote di 605mila euro per Comune, Provincia e Fondazione Crl, 122mila euro dalla Fondazione Bml e 120mila euro da Camera di Commercio e Assindustria. La Provincia, tuttavia, ha scelto di non conferire più la propria quota: «Non si tratta assolutamente di una scelta politica - spiega il presidente Stefano Baccelli - ma di una necessità di risparmio che ci è stata imposta e che ha portato anche ad altre decisioni dolorose come la vendita delle quote Salt».
Fatto sta che questo “intoppo” non è destinato a creare variazioni nei fondi che arriveranno a Imt. «Deve essere chiaro - spiega infatti Arturo Lattanzi, presidente sia di Flafr che della Fondazione Cassa di Risparmio - che i contributi rimarranno invariati. Anche perché la Flafr agisce, verso l’esterno, come un “corpo unico”». A far tornare i conti ci hanno pensato le due Fondazioni bancarie presenti in Flafr che hanno incrementato i propri contributi: la Fondazione Crl è passata da 605mila a 1.112.000 euro (più 597mila euro), la Fondazione Banca del Monte da 122mila a 150mila euro (più 38mila euro).
È probabile che nel prossimo futuro dovrà succedere ancora qualcosa del genere, visto che anche il Comune di Lucca, nella salvaguardia al bilancio, ha deciso di limare il suo contributo di 100mila euro.

Le sedi. Fin qui i contributi in denaro. Ma, non meno importnati, ci sono quelli che riguardano le strutture che ospitano le varie articolazioni di Imt.
A cominciare da San Ponziano: la Flafr ha in affitto il complesso (nel quale ha svolto importanti lavori) dalla Fondazione Istituto San Ponziano per un canone (per quanto riguarda gli spazi di Imt) di 116mila euro annui. Imt, poi, riceve dalla Flafr in comodato il complesso. Stessa forma - il comodato gratuito - anche per la sede del San Francesco, di proprieta della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Per quanto riguarda i servizi, anche in questo caso importante è il contributo delle Fondazioni. Flafr, infatti, ha a proprio carico pulizia e cambio biancheria degli alloggi di San Francesco e di San Micheletto, mentre per le utenze del San Francesco, esse sono interamente a carico della Fondazione Cassa di Risparmio. Anche il servizio mensa a dottorandi e docenti, è a carico di Flafr (170mila euro il costo previsto nel 2013).
Una serie di “benefit” che permette a Imt di non prevedere alcuna retta a carico degli studenti e, anzi, di poter ricevere anche delle borse di studio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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